LECCE (di Tiro di tacco) – Sono queste le partite che il tifoso da stadio apprezza di più, soprattutto se si è dalla parte della squadra vincente (…Catalano dixit). Sofferenza durante le fasi negative, poi la ripresa, la grinta, il ribaltamento del risultato, ancora tanta grinta ed altrettanta sofferenza ed infine… il tripudio al termine della partita scaturito dalla gioia di tutta una Curva e dei calciatori uniti in un grande abbraccio ideale. Innanzitutto vanno fatti i complimenti alla squadra di Auteri ma non quelli di prammatica, bensì quelli che si devono all’avversario battuto, perché il Benevento, che ha sfruttato i limiti del Lecce con pieno merito nel primo tempo, è stata una signora squadra guidata egregiamente dal suo mister.
Il Lecce, proprio nel primo tempo, non ha giocato poi tanto male perché il Benevento ha preso in mano il bandolo del gioco e ha messo in difficoltà la squadra di casa al di là dei suoi demeriti; quando si affrontano forze quasi pari, può capitare che queste si annullino, così come può capitare che si alternino nella supremazia del gioco. Il gol dei campani è nato da una leggerezza dei giallorossi salentini sul fronte sinistro, ma è stato comunque il giusto coronamento di una evidente supremazia di gioco, con i beneventani sempre “sul pezzo” ed i locali in affanno almeno dal 10° del primo tempo e sino al 40°. Eppure il Lecce dei primi minuti era partito bene, alto e compatto in tutte la zone del campo, aveva creato una clamorosa palla gol con Moscardelli, (gli episodi nel calcio molto spesso fanno la differenza); negli ultimi 5 minuti del primo tempo, con Surraco spostato da esterno dietro le punte, la squadra salentina ha ripreso in mano il gioco forse perché gli avversari si sono limitati a controllare con prudenza o forse perché il loro gioco, che partiva dalla parte centrale difensiva, ha trovato un ostacolo in più.
Nel secondo tempo, fin da subito il Lecce ha ripreso il filo del gioco in mano con un ardore agonistico ancor più efficace; si è ingaggiata una vera e propria guerra su ogni pallone da ambo le parti, con i nostri vittoriosi nella maggioranza dei casi. Emblematico il primo gol scaturito da un’occasione in cui la grinta e la cattiveria agonistica è stata fondamentale sia nella fase iniziale che nelle “sportellate” di un Curiale che di spalla si liberava dell’avversario come gli attaccanti di una volta (ha ricordato tanto Lucarelli) per poi finalizzare con una grande giocata. Da quel momento in poi è stato quasi un monologo leccese, solido e corto sia centralmente che sugli esterni, e non credo di esagerare nel dire che i campani non sono riusciti a superare la loro trequarti di campo quasi per l’intero secondo tempo; il Lecce non ha concesso quasi nulla alla squadra avversaria che ha grande qualità nel contropiede, basti pensare a Melara il quale è stato inefficace in quanto il pressing altissimo ed intenso effettuato dalla squadra salentina non gli ha permesso ripartenze e ha ristretto gli spazi di gioco. Da sottolineare c’è la prestazione dell’ottimo Legittimo che ha pennellato più da vecchia ala, che da difensore esterno un gran bel cross a scavalcare l’ultimo difensore per la doppietta di un grande e concreto Curiale. Praticamente il Lecce ed il Benevento si sono aggiudicati un tempo per ognuno e solo la concretezza di oggi dei salentini in fase offensiva ha fatto la differenza.
