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Carlo Durante, presidente dell’Andrea Pasca Nardò

NARDÒ- Il presidente dell’Andrea Pasca Nardò Carlo Durante spiega le ragioni che hanno portato alla chiusura parziale delle porte del PalAndrea dopo la multa comminata al sodalizio granata in occasione di Nardò-Manfredonia per aver permesso l’accesso al Tensostatico ad un numero maggiore rispetto al limite di cento persone. Il patron granata non lascia soli però i numerosi tifosi granata, decisi a sostenere Monier e compagni anche fuori dal palazzetto. Quella della struttura adeguata è poi una battaglia senza sosta che Carlo Durante sta proseguendo per dare vigore alla sua squadra ed all’intero movimento cestistico neretino.

Come si sta organizzando la squadra dopo la decisione di chiudere le porte?

“All’interno del palazzetto possono entrare soltanto centro persone e siccome la società non può discriminare la gente all’ingresso abbiamo deciso, io in primis, di rimanere all’esterno della struttura anche perché, contando atleti e arbitri, gli spettatori effettivi sarebbero potuti essere sessanta. Comunque, daremo accesso alle donne e noi uomini seguiremo la partita fuori dal PalAndrea con un maxischermo che stiamo allestendo”.

In questi giorni ha ricevuto sostegno da parte della comunità e della classe politica?

“C’è stato tantissimo sostegno da parte dei tifosi, da parte dell’amministrazione assolutamente no. L’unico che ci è stato vicino in questo momento è Pippi Mellone, che ha chiesto un contributo a consiglieri, sindaco ed assessori per coprire l’importo della sanzione amministrativa comminata alla società domenica. Ha aperto un conto corrente dove si spera affluiranno questi versamenti. C’è stato un aiuto anche da Don Riccardo Personè. La speranza (ride, ndr) è l’ultima a morire. Meglio sdrammatizzare.”

Carlo Durante
Carlo Durante

Qual è il suo sogno per l’Andrea Pasca Nardò?

“Il sogno poteva diventare realtà già da adesso, ma l’amministrazione non ha ancora valutato attentamente quello che sto provando a sottoporre da ben quattro anni. Il mio progetto, purtroppo, non è stato preso in considerazione né dall’ex assessore Maglio né dall’attuale amministrazione, anche se qualche piccola apertura c’è stata, seppur tutto sia rimasto ancora sulla carta. Il progetto? Il nuovo palazzetto di 1500 posti potrebbe prender vita in una zona abbandonata del comune di Nardò, al ‘Polivalente’, ed al suo interno dovrebbero esserci servizi come bar, palestra ed altro per rendere il tutto vivo sette giorni su sette e per tutti. Sarebbe un ulteriore modo per aggregare tutti gli sportivi.”

All’Andrea Pasca Nardò va dato il merito di aver creato e rafforzato un forte movimento…

“E’ un merito sicuramente non mio, ma di tutti i collaboratori che si sono dati da fare in questi anni per creare questo movimento. Il buon presidente fa soltanto quello che i suoi collaboratori chiedono di fare, nelle possibilità e per il bene della squadra. Devo dire che abbiamo trovato dei grandi collaboratori e abbiamo fatto soltanto quello che la città ci chiede di fare”.

Parlando dell’operato dei suoi ragazzi, quante soddisfazioni sta dando questa squadra nella prima fase del campionato?

“Abbiamo allestito la squadra per puntare alla vittoria. Io mi ritengo un tifoso, un presidente-tifoso, e da tifoso penso che il roster ci stia dando grosse soddisfazioni. L’obiettivo, senza nascondersi, è la Serie B e tutto il resto, si spera, sarà storia. Il passo falso di Foggia? Purtroppo c’è stata una direzione arbitrale un po’ così, ma anche noi ci abbiamo messo del nostro. Non diamo sempre le colpe agli altri, ho detto così ai miei ragazzi, se le partite si perdono dipende dal nostro operato”.

L’appuntamento per domenica, in occasione di Nardò-Ostuni, è quindi su via Giannone…

“Sì, cercheremo di far entrare le donne, anche per far sentire ai giocatori la vicinanza della nostra tifoseria. Chi vorrà venire, vedrà la partita con noi dall’esterno grazie al maxischermo”

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