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Paganese-Lecce calcio d'inizioLECCE (di Tiro di Tacco) – Tiro di tacco ancora non riesce a spiegarsi quei 60 secondi fatali che, dopo un primo tempo dominato in lungo e largo dal Lecce che nulla ha concesso agli avversari e con due occasioni da gol non concretizzate, hanno influito pesantemente sull’esito finale della partita. Il Lecce del primo tempo è piaciuto, senza essere influenzato dal risultato finale penso infatti che la squadra giallorossa abbia giocato uno dei migliori primi tempi, solidi e compatti hanno tenuto la partita in pugno contro una compagine certamente inferiore tecnicamente anche se è importante sottolineare che la Paganese non a caso ha fatto gol in 12 partite su 15 giocate e tra l’altro ha battuto il Foggia). Se si deve trovare qualche appunto nella prestazione tattica della prima frazione forse va sottolineato qualche limite sugli esterni, dove solo a destra le incursioni di Lepore sono sembrate efficaci, mentre è parso che fossero molto prevedibili e poco incisive a sinistra. Detto ciò, il primo tempo il Lecce doveva chiuderlo in vantaggio perché non si può costruire una mole di gioco così importante e non concretizzarla.

Poi, andati negli spogliatoi, ci siamo rimasti 60 secondi in più, fatali per l’esito finale. Neanche un gol non proprio limpido (prima o poi capiterà a nostro favore) è da portare come alibi o giustificazione a ciò che è successo in quei pochi secondi che hanno condizionato tanto quanto i gol mancati il risultato. 
Con il Lecce sono rimasti negli spogliatoi anche l’arbitro e la guardalinee che non hanno rilevavano, nell’azione del vantaggio della squadra di casa, un fallo prima sul nostro portiere e poi il fuorigioco attivo del numero 11 della squadra campana visibilmente posto sulla traiettoria del  tiro che ha battuto Perucchini.
Anche nel secondo tempo il Lecce ha sviluppato moltissimo gioco ma pochissime occasioni da gol con incursioni sterili e facilmente prevedibili specie nello stretto, con la Paganese schierata tutta nella sua metà campo a difesa dell’inaspettato vantaggio. L’ingresso di Doumbia al posto di Freddi, che permetteva a Braglia di ridisegnare la squadra con un 4-3-3, con Diop al posto di uno spento Moscardelli e Vècsei al posto di Curiale, con la Paganese ridotta in 10 uomini, non ha cambiato la partita ed il Lecce non è riuscito a sfondare la retroguardia campana abile a difendersi con l’agonismo e l’astuzia propria della Lega-pro. Poi, all’88° Diop riceve un fallo in area di rigore, sul dischetto si porta colui che in questo momento è l’anima della squadra… Il buon Checco di San Pio non sbaglia e ristabilisce la meritata parità. La partita termina dopo 5 minuti di recupero con la Paganese ridotta in 9 uomini ed  il Lecce senza “Carletto” Braglia in panchina perché espulso. Per questa giornata di campionato è andata così: tante occasioni fallite e l’occasione persa di portarsi a -2 dalla vetta. Avanti Lecce!
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