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nardò fanuli
Maurizio Fanuli (foto D. Nestola)

NARDÒ – Le cinque partite senza vittorie non hanno spento gli entusiasmi dell’ACD Nardò. Il presidente Maurizio Fanuli ed il vicepresidente Maurizio Fiorentino hanno serrato le fila dell’organigramma granata, unito verso l’inversione di rotta: “Non ci tireremo indietro” – ha esordito il presidente Fanuli nella conferenza tenuta questa sera – “prima della partita con il Pomigliano avevo promesso in premio vittoria ai ragazzi, purtroppo i tre punti non sono arrivati ma dobbiamo rialzarci ed andare avanti. Nardò mi ha ‘preso’ dal punto di vista sportivo e personale e sono felice di impegnarmi per questa squadra e per questi tifosi che ancora non hanno trovato eguali pur confrontandosi con palcoscenici importanti”.

Come già espresso in altre situazioni, il patron allarga l’invito di entrare in società all’imprenditoria neretina: “Dall’anno scorso coltiviamo l’obiettivo di una società solida, essere molti sacrificandovi poco. Questi pochi stanno facendo bene e nessuno può storcere il naso per quattro pareggi e una sconfitta. Possiamo aver fatto qualche errore” – continua Fanuli – “ma i ragazzi hanno sempre dato l’anima. Adesso con il calciomercato alcune squadre si rafforzeranno ulteriormente e noi vogliamo lottare fino alla fine contro tutti per arrivare più in alto possibile”. Il presidente non si sbilancia sulle operazioni di calciomercato: “Avrei preferito non cambiare nulla sulla strada intrapresa all’inizio. Non so quanti, ma qualcuno arriverà. Lo diremo a firma ottenuta. Qualcuno, purtroppo, è sfumato ma ci stiamo muovendo”.

Il vicepresidente Fiorentino puntualizza poi: “Non siamo certo una squadra allo sbando che ha urgenza di fare acquisti, siamo secondi nonostante gli infortuni che hanno condizionato il nostro rendimento. Abbiamo una buona rosa e valuteremo come operare anche in base a quello che ci dirà mister Ragno”. Il capitolo sulla gestione dello stadio vede poi le seguenti dichiarazioni dei vertici granata: “Con la gestione potremmo operare nell’immediato su problemi più gravi ed evidenti, rendendo più gradevole una struttura come il ‘Giovanni Paolo II”.

Il Nardò è una famiglia ed in quanto tale la società ha voluto anche allontanare le voci riguardanti presunti dissapori all’interno dello spogliatoio.

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