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copertina akragas lecceLECCE (di Italo Aromolo) – Moscardelli, Diop, Curiale: che faccia ha la felicità? Quella di un attaccante riemerso da un lunghissimo periodo di crisi (Curiale), di un altro catapultato finalmente a bordo (Diop) o di una squadra intera che torna a navigare in favore di corrente dopo la preoccupante maretta? I postumi inebrianti di Akragas-Lecce 1-3 saranno forse connessi al fatto che la formazione giallorossa è tornata ad issarsi al secondo posto in classifica dopo oltre un anno dall’ultima volta: era il 29 novembre 2014 e si giocava Lecce-Melfi 4-1. A dispetto dell’entusiasmo collettivo, mister Piero Braglia non si è lasciato andare in sviolinature di sorta e, sorprendendo un po’ tutti, si è dichiarato per niente soddisfatto della prestazione della sua squadra. Attraverso i numeri della gara, cerchiamo di capire cosa è andato e cosa non è andato nella sfida di ieri allo stadio “Esseneto“.

I NUMERI – Partiamo dall’attacco e da un’altra piccola curiosità: contro i biancazzurri hanno fatto centro tre attaccanti diversi, circostanza che non si verificava dal 2 febbraio 2014 quando Fabrizio Miccoli, Giacomo Beretta e Gianmarco Zigoni realizzavano la stessa impresa in Lecce-Perugia 3-4.

Per la prima volta dall’inizio del campionato il Lecce ha segnato più di un gol e ha vinto con due reti di scarto. Tuttavia, la mole di gioco creata non deve far pensare ad alcuna metamorfosi improvvisa o alla risoluzione di ogni problema: siamo ancora all’inizio di un percorso di crescita che migliora secondo i dettami poco “urbani” del tecnico maremmano e che, forse, questa volta ha solo giovato più delle altre di quella famosa sorte che inizia a girare dalla parte giusta (“bravi e fortunati” ha dichiarato a riguardo Braglia). In sintesi, le 27 palle in area (ampiamente sotto la media), gli 8 tiri in porta e i 14 cross dicono che il Lecce ha prodotto tanto ma non meno delle precedenti occasioni in cui il numero alla casella “gol” si era fermato all’uno o anche allo zero.

I duetti tra un Checco Lepore oltremodo costruttivo (10 palle in area e 7 cross) e il solito pimpante Juan Surraco (5 palle in area) hanno creato una catena di destra che è stata la vera chiave del match, il grimaldello tattico all’origine dei primi due gol e di circa l’80% dei cross e il 70% delle palle in area complessivamente elaborate dalla formazione giallorossa. Nella seconda frazione le contingenze della sfida hanno ridotto all’osso le offensive leccesi, ma qui è entrato in gioco un altro fattore positivo: il coinvolgimento dei neo-entrati Abou Diop (1 tiro, 1 gol), Ciccio Cosenza (1 tiro) e Balint Vècsei (3 palle in area) ha dimostrato quanto effettuare piuttosto precocemente le sostituzioni – buona abitudine di mister Braglia –  possa dare un concreto aiuto allo sviluppo del match.

Le autocritiche del tecnico maremmano si riferivano più al reparto difensivo, che ha sofferto come spine nel fianco i rapidi attaccanti akragantini. Savonarola, Di Piazza e Madonia si sono spesso trovati ad affrontare nell’uno contro uno i tre difensori leccesi, creando loro ben più problemi di quanto non dicano i 6 tiri in porta e i 10 cross effettuati dall’undici biancoazzurro. Anche questa volta la trappola del fuorigioco è stata applicata con buona frequenza dalla difesa del Lecce (6 volte) ma ha dato meno sicurezza rispetto al passato: almeno in due o tre occasioni, infatti, Filippo Perucchini è dovuto arrivare al limite dell’aria per sventare situazioni potenzialmente pericolose.

Di seguito le statistiche di Akragas-Lecce:

  • TIRI IN PORTA Akragas 6-Lecce 8
  • TIRI FUORI/RESPINTI Akragas 4-Lecce 3
  • CROSS EFFETUATI Akragas 10-Lecce 14
  • PALLE IN AREA Akragas 27-Lecce 27
  • CORNER Akragas 3-Lecce 7
  • OFF SIDE Akragas 6-Lecce 0
  • FALLI SUBITI Akragas 15-Lecce 17
  • COEFF. PERICOLOSITÀ Akragas   0,37-Lecce 0,40
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