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Andrea Corallo con Damiano Montervino

NARDÒ- Il calciomercato alle porte, gli obiettivi di una squadra in testa al campionato e lo stato di forma della rosa. Andrea Corallo, direttore sportivo del Nardò, ha spaziato su tutti i temi d’attualità in casa granata.

Niente stravolgimenti– Le prime parole sono sulla sessione di calciomercato. Il dirigente del Toro preannuncia che non ci saranno grossi cambiamenti: “Lo avevamo detto insieme al mister. Bisogna fare una prima analisi di quello che è stato fatto prima dell’apertura del calciomercato e abbiamo deciso che qualcosina sarà fatta. È chiamato mercato di riparazione, molte squadre sistemano degli errori fatti in estate ma per noi non sarà così. Noi puntelleremo la squadra, daremo ancora più forza e limeremo qualche lacuna che c’è. La squadra non verrà smantellata, sarebbe da polli farlo. Ad ogni entrata un’uscita? Sarà un discorso di aggiustamento, la squadra deve essere puntellata. In questo momento non cederemo nessuno, abbiamo soltanto qualche obiettivo in entrata ma sempre nel rispetto del budget”. Le ragioni della decisione di intraprendere una sistemazione sono figlie anche di qualche ostacolo di troppo che ha provato a frenare il Nardò: “Il nostro sarà un mercato di sistemazione, ci sono delle situazioni che saranno sistemate per un discorso prettamente numerico. Ad onor del vero abbiamo avuto molti problemi causati da infortuni anche importanti, Lanzolla, Lanzillotta ed Allegrini su tutti. Quindi, questa squadra va sistemata a livello numerico. Aggiusteremo qualcosa che non ci ha soddisfatto. La società è attenta e interverremo insieme al mister. Il responsabile tecnico è lui. Cercheremo di comprare un classe 1997 per sopperire a qualche guaio di troppo, parlare dei singoli ora è un po’ azzardato. Il Nardò ha fatto quattro trasferte nell’ultimo mese, Aprilia, Taranto, Potenza e Serpentara. Quella col Potenza la considero una partita fuori casa anche se i tifosi non ci hanno fatto mancare l’appoggio. Sei punti su quattro trasferte è un ottimo bottino, rispettiamo l’idea fatta all’inizio di cercare di vincere ogni partita, e questi pareggi hanno comunque mosso la classifica nonostante infortuni ed episodi che non ci hanno fatto vincere”.

Focus a centrocampo– Il reparto da puntellare principalmente sarà il centrocampo: “In difesa abbiamo deciso di puntare sugli esterni under, e i ragazzi stanno facendo bene. Dietro non bisogna fare aggiustamenti, siamo la miglior difesa. A livello numerico in mezzo al campo siamo pochi, l’infortunio di Lanzillotta ci ha messo in difficoltà. In attacco siamo tanti, non c’è necessità di intervenire. Abbiamo il vicecapocannoniere del campionato ed altri elementi che troveranno spazio. Lattanzio nelle mire di altre squadre? Al momento di scritto non c’è niente, lui a giugno si svincola. Solo allora potrà entrare nelle mire di qualcuno. Corallo poi si esprime positivamente su Gianni Ricciardo, ancora a secco di reti in granata: “Ricciardo? Abbiamo la considerazione massima di tutti. Non possiamo essere contenti di Gianni a livello di gol, ci aspettavamo qualcosa di più ma, da dirigente, devo valutare l’impegno e i guai fisici che lo hanno frenato; tra qualche partita i ruoli si potrebbero invertire e la società deve essere uno scudo per tutti. Non avendo fatto la preparazione, sta sentendo un po’ il campionato, avendo difficoltà ad inserirsi in quest’ambiente; si allena al cento percento. Non c’è nessun caso Ricciardo, la piazza si aspetta molto da lui. Gli under? Il mister è un martello. Noi abbiamo già dato del buon materiale ma lui non fa altro che aiutarli a crescere. I nostri under, a differenza di altri, non sono evidenti. Se qualcuno non ha la distinta non riesce a distinguerli. Dispiace per Balistreri, ci sarebbe stato utile. Abbiamo recuperato Prinari, è già in squadra. Non ci priveremo dei nostri under, a meno di qualche richiesta esplicità. Sono un capitale importante”.

Obiettivi– Dicembre, insieme al calciomercato, potrebbe portare una revisione degli obiettivi stagionali: “Quando il mister ha parlato di salvezza, era da intendere come obiettivo minimo. Eravamo una matricola. A questo punto, vedendo tutte le squadre, ci siamo resi conto che la salvezza è raggiungibile. Il nostro obiettivo cambia domenica per domenica. Ora è il Marcianise, domenica è il Pomigliano. Miglioreremo la rosa per cercare di vincere ogni partita, quando non ci riusciremo faremo i complimenti all’avversario. Uscire allo scoperto? Fissarsi degli obiettivi è riduttivo per una società, bisogna rendersi conto in base a quello che si può realizzare ed ora abbiamo capito che possiamo giocarcela con tutti. Il mercato si muoverà in quest’ottica, anche per dare alternative al mister in base ai moduli che intende schierare per affrontare ogni avversario. Possibilmente, bisognerà anche alzare il tasso qualitativo per giocarcela con tutti alla pari, rispettando tutti ma cercando di vincere. Non viaggeremo con l’assillo di vincere il campionato o fare i play-off”. Il futuro prossimo dirà molto al Toro: “Il campionato è fatto di cicli, quando si fanno le scelte si pensa alle partite successive. Ci attende un mese duro, quattro match importanti dove anche le voci di mercato possono destabilizzare la testa dei giocatori. È un periodo particolare, bisogna stare attenti. Queste quattro partite diremo di che pasta siamo fatti. Partiamo dal Marcianise, poi il Pomigliano e poi la gara interna col Francavilla in Sinni. Dopo queste partite speriamo di iniziare il ritorno in maniera ottimale Siamo riusciti a creare tanto. Nessuno si aspettava il primo posto da questo gruppo davanti a Taranto, Fondi, Pomigliano e Virtus Francavilla. L’unica cosa negativa è quella di non aver giocato in casa su un campo decente. Si è creata un’armonia tra giusta squadra, società e città. Il campo ora si sta mettendo apposto, sarà un’altra storia”.

Episodi– Corallo torna poi a parlare dell’1-1 di Genazzano contro il Serpentara: “E’ stata una della poche partite in cui non abbiamo fatto benissimo. Il Serpentara ci conosceva bene e noi eravamo in difficoltà anche a causa delle condizioni di qualche giocatore. Non sono abituato a cercare alibi, siamo consapevoli di non aver fatto bene anche per fattori ambientali, sembrava quasi di giocare un’amichevole. L’attenzione magari non era quella giusta. Se non avessimo comunque subito quella disattenzione difensiva avremmo vinto, dopo il vantaggio potevamo anche chiuderla. Il calcio è così, non sono preoccupato. La loro traversa? A mio parere l’azione era viziata da un fuorigioco di almeno tre metri”.

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