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esultanza squadra golLECCE (di Italo Aromolo) – La bellezza non è scomputabile in numeri e ottuso è chi ritiene di poter interpretare gli eventi senza tener conto di essa. Commentare le statistiche di Lecce-Cosenza potrebbe rivelarsi un mero esercizio di dialettica se non si partisse dal presupposto che il tiro di Juan Surraco, quello che ha regalato ai giallorossi il successo per 1-0, non è categorizzabile in alcuno schema o modello di turno ma è frutto di arte, genio e spettacolo. Qualità che il Lecce di mister Braglia non ha certo nelle proprie ruvide corde ma che, se supportate da una sana impalcatura difensivista, possono bastare anche a sprazzi nello spostare i sottili equilibri delle gare di Lega Pro. Con questa filosofia di gioco la formazione salentina ha conquistato 5 vittorie nelle ultime 6 partite, rosicchiando sempre più terreno alle battistrada e portandosi al terzo posto in classifica in coabitazione con Benevento e Foggia. Nella nostra rubrica sui numeri, analizziamo le statistiche del match.

I NUMERI – Dopo l’autodafè di Catanzaro serviva una risposta più che mai convincente da parte della linea difensiva. Ormai è chiaro, il tecnico maremmano predilige uno schieramento con tre centrali che mal cela la sottostante disposizione a cinque: una formula comunque vincente che da quando mister Braglia siede sulla panchina del Lecce ha reso impenetrabile o quasi la porta di Perucchini (due soli gol subiti, meglio ha fatto solo la Casertana con uno). I meccanismi si oliano di partita in partita e uno in particolare ha funzionato contro i rossoblù: linea alta e sincronismi collettivi per mandare in fuorigioco ben 10 volte Arrighini e compagni. Non che il Cosenza abbia fatto sfraceli anche quando la regolarità del gioco glielo ha permesso (soltanto 3 i tiri in porta e 9 i cross), ma una sicurezza tale nell’attuare l’off-side non era affatto scontata per l’inedito terzetto (Freddi-Abruzzese-Camisa) che solo domenica faceva il suo esordio in campo. Molto bene nel reparto arretrato anche Matteo Legittimo, il terzino sinistro che sta riscattato un inizio di stagione al ribasso con una serie di prestazioni in crescita esponenziale: ultima questa in cui, meglio di altre, ha unito doti di copertura (annullato il temibile Criaco) a quelle di spinta e presenza offensiva (6 palle in area e 4 cross). In attacco è stato il solito Lecce, squadra avida nel non creare più di due-tre palle gol a partita ma al contempo cinica nel concretizzarne sempre almeno una. I tiri effettuati sono stati nove, ma più della metà sono nati da conclusioni da fuori (6) e in particolare dall’estro dei giocatori più talentuosi: Moscardelli (5) e Surraco (3).

analisi Lecce-Cosenza 1-0Statistiche in perfetta linea con il trend delle uscite dell’era Braglia, che dal punto di vista realizzativo si può riassumere nei 3 gol segnati a distanza (Doumbia contro il Catanzaro, Lepore a Melfi e Surraco domenica) e i rimanenti 5 figli di un calcio piazzato (Moscardelli contro il Monopoli, Papini con l’Ischia e i tre in Coppa Italia contro il Cosenza). La ricerca di un gioco che arrivi alla porta senza troppi gingilli non deve quindi distrarre dall’esigenza di continuare a migliorarlo, limarlo e perfezionarlo per aprirsi un maggior numero di vie che conducano al gol e magari soffrire un po’ meno nei finali di partita.

Di seguito tutte le statistiche di Lecce-Catania: TIRI IN PORTA Lecce: 6 Cosenza: 3; TIRI FUORI E/O RESPINTI Lecce: 3 Cosenza: 1; PALLE IN AREA Lecce: 33 Cosenza: 26; CROSS EFFETTUATI Lecce: 19 Cosenza: 9; FALLI SUBITI Lecce: 16 Cosenza: 18; CORNER Lecce: 5 Cosenza: 10; OFF-SIDE Lecce: 2 Cosenza: 10; COEFFICIENTE DI PERICOLOSITÀ Lecce: 0,27 Cosenza: 0,15.

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