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funghi amanita ovoideaLECCE – La leggerezza e l’imprudenza hanno giocato un brutto scherzo a una donna ultraottantenne originaria di Novoli. La settimana scorsa l’anziana donna avrebbe comprato dei funghi privi della prescritta certificazione di commestibilità al mercato del paese da un cercatore abusivo.

A vederli sembravano gustosi “marieddhri“, dei quali la signora aveva in più occasioni apprezzato la prelibatezza. Ma non si trattava degli innocui prodotti dei nostri boschi, ma dei diabolici “mariddhruni“, peraltro molto simili ai primi, ma decisamente tossici per il fegato ed i reni. La donna, che aveva già problemi di salute, è ricoverata nel reparto di Nefrologia dell’ di Galatina, dove viene sottoposta a dialisi per recuperare la funzionalità renale compromessa.

Un altro episodio di intossicazione da funghi ha riguardato un nucleo familiare di tre persone a Casarano. In questo caso, all’imprudenza si sarebbe aggiunta anche una buona dose di eccessiva fiducia in sedicenti “esperti”. I micologi del Centro controllo micologico della Asl non si stancano di ripetere un invito molto importante al punto da sembrare perfino banale: “Attenzione a non comprare funghi da sconosciuti sulle strade ed ai mercati se non hanno il certificato di commestibilità delle autorità preposte”.

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