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riscaldamento papini curialeLECCE (di Tiro di Tacco) – Sarà la volta buona che, oltre a giocare a calcio quando serve iniziamo anche a giocare a pallone? Non posso non iniziare con un saluto a mister Asta, gli è “girata male”. Tra infortuni, episodi non favorevoli e squadra da assemblare, troppe sono state le difficoltà a cui è dovuto andare incontro, non sapremo mai quanto siano state sue le responsabilità dei risultati negativi ottenuti dal suo Lecce.

Ieri è stato il giorno di Piero Braglia, uno che il mestiere lo conosce. La mano del nuovo tecnico si è vista subito; aveva bluffato in settimana dicendo che non avrebbe cambiato nulla perché lui fa parte di quella vecchia schiera che gioca la partita anche in settimana con le parole. Squadra a tattica rivoluzionata, anche grazie ad una più ampia possibilità di scelta, un bel 4-4-2 molto offensivo, grazie ai tre che si sono alternati nei due ruoli di esterno di centrocampo, ottimo anche Carrozza chiamato a sostituire l’infortunato Surraco.

Gran primo tempo con molte soluzioni, sia sulle fasce dove finalmente si tornano a vedere le ali non abbandonate a se stesse con i terzini che si sovrappongono (complimenti a Lepore, non so quanti chilometri ha percorso nel primo tempo per sostenere l’azione offensiva), sia a centrocampo con gli interni  sempre a supporto e con un De Feudis che finalmente non si limita al compitino; squadra corta e pressione costante hanno annullato praticamente ogni possibilità di ripartenza degli avversari, è mancata solo la finalizzazione delle innumerevoli occasioni da gol, vere e non presunte, ma quando i nostri attaccanti avranno una forma migliore…

Nel secondo tempo, probabilmente anche per il vistoso e normale calo dei due attaccanti praticamente al rientro, con un Ischia che non aveva nulla da perdere, la musica è cambiata, ma qui è venuto fuori l’allenatore di pallone che comprende il momento e mentre tutti si aspettano il giovane attaccante, o la mezza punta in sostituzione di una delle punte ecco il giovane terzino per l’attaccante  e via con un 5-4-1, con tre giocatori offensivi come Carrozza, Doumbia, e Moscardelli, che non ne aveva più ed andava avanti più con il cuore che con la forza fisica, ed un Lepore (che facendo da pendolo tra i 4 difensori ed i 4 centrocampisti, consentiva una disposizione tattica, che variava da un 5-4-1 ad un 4-5-1) che in vita sua è sempre stato un calciatore più offensivo  che difensivo.

Tutto ciò ha permesso di trovare, in un momento della partita in cui la mano del gioco era passata agli avversari, un ottimo equilibrio di squadra; a questo poi si aggiunga che gli episodi questa volta hanno girato a nostro favore (le belle parate di Perrucchini), ed ecco che finalmente arriva questa benedetta prima vittoria, nel complesso ampiamente meritata con un primo tempo ottimamente giocato e con un secondo tempo in cui si è “smesso di giocare a calcio” e si è tornati a giocare a pallone.

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