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Piero Braglia, allenatore del Lecce

LECCE Carattere, maglia sudata e lungimiranza. Il nuovo allenatore del Lecce, Piero Braglia si presenta con carattere ed esperienza nelle sue prime parole ufficiali. La voglia di riscatto personale dopo la poco felice avventura pisana è anche quella di un Lecce ancora troppo timido per scalare la vetta della graduatoria. Il filotto di risultati deludenti collezionati dalla truppa giallorossa sotto la guida-Asta ha reso necessario quest’avvicendamento sulla panchina nella speranza che, già a partire dal match di sabato contro l’Ischia Isolaverde, cambi qualcosa in termini di prestazioni e classifica. Braglia sarà accompagnato in questa esperienza nel Salento dal secondo Mauro Isetto, unica novità dello staff dopo l’uscita di scena dell’ex terzino del Torino.

“Ripartiamo motivati”- La conferenza stampa è stata aperta dal diesse giallorosso Stefano Trinchera, dispiaciuto per l’esonero di mister Asta, ma motivato per l’avventura leccese che attende Braglia: “Abbiamo scelto un allenatore d’esperienza che stimiamo dal punto di vista tecnico ed umano. Siamo convinti che potrà darci ciò che questa piazza merita. L’esonero di Asta è stato traumatico perché avevamo instaurato un bel rapporto con lui, ma la dura legge del calcio è questa: quando i risultati non arrivano bisogna prendere decisioni drastiche. Ripartiamo molto motivati con un allenatore che se ne intende di piazze importanti e momenti delicati. Abbiamo un organico importante; credo che con la sua esperienza possa indirizzarli su un nuovo percorso che vogliamo intraprendere ad ogni costo per noi e per la piazza”. Il dirigente copertinese fa poi chiarezza sul caso Giuseppe Abruzzese, non impiegato nella gestione di Antonino Asta: “Abruzzese non rientrava nel progetto tecnico di Asta e della società ma se servirà al mister potrà utilizzarlo visto che è sempre un giocatore sotto contratto col Lecce”.

“Pensare a sabato”- Piero Braglia prova già a tracciare le linee guida del suo Lecce: “Dopo un allenamento di un’ora non posso giudicare una squadra, ci vorrà un po’ di tempo per capire cosa è successo. Quando ti chiami Lecce, tutti vengono a fare la partita della vita e se pure tu non fai la partita della vita, capita che poi perdi. Il campionato non si vince adesso ma a marzo; in ogni caso dobbiamo reagire con maturità. A tre giorni dalla partita posso pensare di apportare stravolgimenti in vista del match di sabato”. L’allenatore grossetano ha già visto giocare il Lecce alla seconda giornata: “L’ho visto per un’ora a Castellammare di Stabia e non mi aspettavo che si potesse arrivare ad esonerare Asta”. Braglia non ci tiene a nascondere il suo carattere, qualità più importante delle idee tattiche, pronte a prender forma dopo la valutazione della rosa: “Non ho un modulo preferito ma mi adatto ai giocatori che ho, anche se tendenzialmente opto per un 3-4-3. Sono uno che si è sempre fatto rispettare con tutti e non riesco a nascondere il mio stato d’animo. Ho scelto di fare allenamenti a porte chiuse perché non voglio far sapere eventuali cambiamenti a nessuno pertanto per ora ci alleneremo a porte chiuse, poi si vedrà. Questo è un girone equilibrato quindi basterebbe vincere due, tre partite per ritrovarsi tra le prime. Nella Lega Pro sono importanti anche i pareggi”.

“Rimini? No grazie”- L’ex tecnico del Pisa svela qualche particolare del suo passato recente, con una trattativa andata in fumo dopo la chiamata del Lecce: “Ero vicino al Rimini ma poi ero nelle Marche, mi hanno chiamato, ho deviato e sono sceso fino a Lecce. Sono qui per lavorare e far andare bene questa squadra: più pressioni ci sono e più mi diverto. Se dopo quattro anni questa squadra fa ancora la Lega Pro c sarà pure un perché. In questo momento di Serie A non si può parlare e basta col vivere nel passato, di ricordi. Dobbiamo uscire da ogni stadio con la maglia sudata in modo da non essere attaccabili da nessuno. Sono convinto che se questa squadra gioca secondo le potenzialità che ha, ce n’è per pochi”.

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