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Antonino Asta contro il CataniaLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Le pagelle di Lecce-Catania mettono in risalto le prove gagliarde di diversi giallorossi che, al cospetto della squadra più attrezzata finora affrontata in stagione, hanno concesso solo il primo quarto d’ora, sfiorando in più occasioni il meritato gol che avrebbe rotto l’incantesimo che pare aleggiare sullo stadio “Via del Mare“. In evidenza Checco Lepore, oggi con la fascia da capitano al braccio, Perucchini, Beduschi ed un ritrovato Suciu.

Da rivedere ancora, invece, sono le prestazioni di Doumbia, in non perfette condizioni di forma, e Diop che, se avessero avuto maggior fortuna e freddezza sotto porta, avrebbero potuto trovare la via di quella rete, unica vera assente in un match dagli alti valori agonistici ed in cui il Lecce ha giocato alla pari, se non addirittura per larghi tratti meglio, di un Catania votato a dire la sua in chiave promozione dopo l’aver annullato in e partite l’handicap della partenza da -9 in classifica.

1. PERUCCHINI: Oggi il cartellino lo ha timbrato eccome. È stato autore di un paio di parate nel secondo tempo che hanno salvato il risultato e messo al riparo la sua squadra da un’atroce beffa in caso di sconfitta; in particolare è da applausi quella sul tiro dalla distanza dell’attaccante rossoazzurro Calderini. VOTO: 7

2. BEDUSCHI: Gran dinamismo e corsa finché è rimasto in campo. Duelli fisici e scontri ruvidi non lo hanno affatto scomposto. Dalla fascia destra sono arrivate le incursioni più numerose e tanti cross poi non sfruttati a dovere dagli attaccanti di giornata, in particolare fin quando Lepore ha agito da esterno di centrocampo lungo quello stesso out. VOTO: 6.5 ——— (dal 34′ s.t.) 17. VECSEI: Stavolta non ha avuto l’opportunità di gettarsi in avanti alla ricerca del gol che cambiasse le sorti dell’ennesimo pareggio nell’ormai solito quarto d’ora concessogli dall’allenatore. Prova a dare freschezza alla manovra leccese ma fallisce un paio di ripartenze preziose. Notevole un recupero nel finale in cui toglie le castagne dal fuoco ad un esausto Liviero ripiegando in difesa al suo posto. VOTO: S.V.

3. LIVIERO: Svolge con attenzione il compito difensivo assegnatogli da Asta ma non spinge mai con continuità lungo la sua fascia di competenza. Si limita a controllare le folate avversarie ed a non commette sbavature. VOTO: 6

4. FREDDI: In affanno insieme a Camisa nei primi 15 minuti in cui gli etnei hanno dato l’impressione di poter fare i propri comodi in area giallorossa. Col passare ei minuti, però, le giuste misure sono state finalmente trovate e per l’attacco catanese le occasioni sono state davvero poche. VOTO: 6

5. DE FEUDIS: Più opaco che nella sfida di Martina, parte benino ma pian, piano accusa un calo fisico vistoso che lo porta a perdere alcuni palloni potenzialmente letali per il Lecce. Resta in campo fino al 95′ sia pure appannato e stremato ma non tira mai la gamba indietro. VOTO: 6

6. CAMISA: Stesso discorso fatto per il compagno di reparto Freddi. Avvio incerto e gestione abbastanza tranquilla per la restante parte di gara. Il pallone a volte pare scottargli tra i piedi, ma è meglio non andare troppo per il sottile in certi momenti e rischiare il meno possibile. VOTO: 6

7. LEPORE: Il migliore in campo. Corre, lotta, crossa, si propone in attacco ed in difesa con le energie di un ventenne. La fascia da capitano al braccio lo rende ancor più mastino e ne esalta le doti gladiatorie. Con Surraco parla lo stesso linguaggio tecnico e con Beduschi l’intesa è quasi ottimale. Finisce pure stavolta a dare man forte alla retroguardia, ma lui giocherebbe anche tra i pali pur di risultare utile alla causa giallorossa. VOTO: 7.5

8. SUCIU: Stenta in avvio di match e regala qualche pallone di troppo al Catania tra i mugugni del pubblico. Superato il momento difficile, prende poi le redini del centrocampo salentino e va a fare il guastatore sui portatori di palla ospiti a cui non consente di respirare. Esce stremato, ma stavolta mostra quelle doti per le quali il Lecce lo ha tesserato. VOTO: 6.5 ——— (dal 38′ s.t.) 13. SALVI: Riecco in azione il leone del centrocampo giallorosso. Gioca solo uno spezzone di partita ma già questo è sufficiente per apprezzarne le caratteristiche agonistiche ed il temperamento. Pedina importante per il prosieguo della stagione. VOTO: S.V.

9. DIOP: Meno bene rispetto a Martina Franca, ma i difensori catanesi non sono certo gli ultimi arrivati e lui è costretto a fare a sportellate per tutta la partita perché Asta di attaccanti in panchina che abbiano le sue caratteristiche non ne ha. Conclude in porta diverse volte ma sempre centralmente, ha poi sulla testa una palla al bacio su cui non trova il tempo buono per incocciare e metterla in fondo alla rete. Ancora incerto nel controllo della sfera, ma da premiare oggi almeno c’è la gran volontà che ci mette. VOTO: 5.5

10. SURRACO: Pancaro gli francobolla addosso Musacci prima e Agazzi poi. Lo scopo è limitarne la vivacità e gli assist per i compagni. Il trucchetto riesce abbastanza bene ma, anche se a sprazzi, quando si libera della gabbia che lo imprigionava non appena entrato in possesso della palla, inventa giocate sopraffini e passaggi filtranti che non vengono adeguatamente sfruttati. Una sua punizione dalla distanza impegna severamente Liverani. VOTO: 6

11. DOUMBIA: Spesso per lui  il giudizio da esprimere è sempre lo stesso. Potenzialmente devastante ma, a conti fatti, inconcludente. Colpisce una traversa con un pallonetto involontario con il quale intendeva servire Diop. Si intestardisce in dribbling più deleteri che utili e finisce con l’essere richiamato in panca anche per via di una condizion fisica tutt’altro che ottimale. VOTO: 5 ———– (dal 21′ s.t.) 19. CARROZZA: Col suo ingresso in campo la mnovra del Lecce ha ritrovato linfa e continuità lungo l’out di sinistra. anche lui però lamenta una forma ancora scarsa e fa quel che può. VOTO: 6

All. ASTA: Il suo Lecce avrebbe bisogno di una bella dose di buona sorte per infrangere la maledizione che pare gravare sul “Via del Mare“. Anche oggi la squadra si impegna e dà tutto per raggiungere il successo davanti al pubblico amico, ma pare scritto nel destino che per gioire occorra attendere ancora la prossima… Di buono resta il fatto che il Lecce tiene testa e pure bene al quotato Catania. L’unica assenza che pesa è il gol, un trend che lui spera di invertire se riuscirà a recuperare almeno uno dei due attaccanti di peso di cui deve fare ancora a meno per infortunio. Ma la strada intrapresa parrebbe essere quella giusta. VOTO: 6.5

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