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Gavino Coradduzza (5)LECCE (di Gavino Coradduzza) – Partita “avara” quella disputata a Martina Franca: rammarico leccese per non esser riusciti a sfruttare le opportunità create ed imprecazioni martinesi a causa del gol incassato sui titoli di coda. L’edificio Lecce è ancora in costruzione, questo pare proprio evidente, al di là dei risultati ed in particolare del pari ottenuto in terra d’Itria. Altrettanto lampante è che il tempo scorre (è vero che ce ne è ancora tanto, ma… scorre) ed occorre darsi una mossa, una accelerazione in direzione della completa caratura della squadra per non essere costretti a ricorrere ai soliti pannicelli caldi e ad arrampiccarsi sui soliti specchi per giustificare le mancate vittorie: arbitraggi ostili e fortuna matrigna.

Se di sfortuna si può parlare (mi pare giusto chiamarla in causa) questa riguarda, in particolare, i malaugurati guai delle due punte titolari : una pesante menomazione che ha costretto Asta a pescare, è il caso di dirlo, i bussolotti giusti da mandare in campo. L’operazione è riuscita solo parzialmente perchè, diciamolo francamente, più di un pesciolino è sembrato… fuor d’acqua.

Giocare uno spezzone di partita in inferirità numerica e riuscire a raddrizzare il risultato in fondo alla gara significa  chiaramente che la struttura caratteriale della squadra  è abbastanza solida ed affidabile, ma è ancora il caso di sottolineare che talune proteste inutili (ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che le proteste non servono ad altro che a conquistare cartellini) ed i falli evitabili sono catalogabili tra le sciocchezze da evitare, senza dimenticare che siamo recidivi.

Campionato tutto da giocare, dunque, ben consapevoli che tutte le possibilità che il salto… con l’Asta porti il Lecce oltre l’asticella, siano ancora intatte!

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