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Brochure prezzi 2015-15

LECCE (di Italo Aromolo) – L’U.S. Lecce chiama, il Salento risponde. E che risposta: alla penultima giornata della prima fase di vendita, sono ben 4.813 i sostenitori giallorossi che hanno scelto di sottoscrivere l’abbonamento per la prossima stagione. La “Tana dei lupi” si popolerà come una vera arena, complici i prezzi bassissimi con cui la nuova proprietà ha ricreato quel clima di entusiasmo che a Lecce non si percepiva dai tempi della Serie A.

Il successo in termini di pubblico, insomma, è garantito, ma si sa che le società di calcio sono prima di tutto aziende e in quanto tali hanno un bilancio a cui badare: in questo senso la politica dei super-sconti si sarebbe potuta rivelare un pericoloso boomerang per il sodalizio di Piazza Mazzini, che ha scelto di mettere in gioco una delle principali voci attive nella contabilità di un club di Lega Pro, ovvero gli introiti da stadio.

Dai tifosi non vogliamo soldi, ma punti ” aveva dichiarato il presidente pro tempore Saverio Sticchi Damiani in sede di presentazione della campagna abbonamenti, perché forse nemmeno lui si aspettava la portata di un iniziativa che invece, con ogni probabilità, porterà sia agli uni che agli altri. Abbiamo provato – in via del tutto ipotetica – a fare i conti in tasca alla nuova società e sembra che anche dal punto di vista economico l’operazione “Tana dei lupi” abbia conseguito ottimi risultati. Vediamo perché.

abbonamenti 2014-2015
Brochure prezzi 2014-15

L’IPOTESI – Ipotizziamo che nella scorsa estate ciascuno dei 2.228 abbonati abbia pagato 1 euro il proprio abbonamento e che la società abbia incassato 2.228 euro (si suppone che siano stati tutti rinnovi, essendo stata l’anno prima la cifra praticamente la stessa, 2.219). Quest’anno, applicando sconti del 75%, ogni vecchio abbonato ha sborsato solo 25 centesimi, per un incasso totale di 557 euro (i dati reali evidenziano che praticamente tutti hanno rinnovato). Per arrivare a 2.228 mancano all’appello ben 1.671 euro e la domanda non può che essere: saranno sufficienti i nuovi abbonati per recuperare questa perdita, pareggiando o meglio ancora sopravanzando l’incasso dello scorso anno?

Le tariffe della scorsa stagione prevedevano un incremento medio del 20% per i nuovi abbonati (rispetto ai vecchi), e dunque chi nell’estate 2014 voleva acquistare un nuovo abbonamento doveva spendere l’ipotetica quota di 1 euro e 20 centesimi. Come noto, è previsto uno sconto del 50% rispetto alle tariffe “nuovi abbonati” della stagione 2014/’15: il che, alle nostre cifre, significa pagare ogni tessera 60 centesimi (trattandosi di un confronto relativo, è ininfluente il settore e le offerte junior/famiglia che si suppone mantengano le stesse proprozioni tra i due anni). I conti tornano, considerato che nella nostra ipotesi il vecchio abbonato ha pagato 25 centesimi e il nuovo poco più del doppio (60 centesimi), e nella realtà odierna la proporzione è esattamente la stessa (40-90 euro per la Tribuna Est, 25-55 per la Curva Nord etc.).

Quindi, ogni nuovo abbonato deve sborsare 60 centesimi: per arrivare ai 1671 euro “mancanti”, servono 2.785 abbonati in più. Complessivamente, sommandovi i rinnovi, la quota-abbonati che consentirebbe il pareggio del bilancio sarebbe pari a 5.013, cifra assolutamente alla portata che dall’alto degli attuali 4.813 verrà superata nelle prossime ore se non lo è stata nel momento in cui leggete.

brochure abbonamenti Lecce 2015-16Includendo nel calcolo alcune variabili (il fatto che la più economica Curva abbia avuto un incremento del numero di abbonati leggermente maggiore di quello degli altri settori, in parte compensato dal fatto che gli sconti non siano stati effettivamente del 75% e del 50%, bensì del 70% e del 43%), possiamo realisticamente quantificare tra 5.000 e 5.500 la soglia minima perché l’iniziativa della “Tana dei lupi” possa ritenersi riuscita – o quanto meno non fallita – anche dal punto di vista economico.

Non sapremo mai quanti tra i nuovi abbonati avrebbero sottoscritto la tessera indipendemente dalla popolarità dei prezzi, ma la realtà dei fatti dice che la nuova società è riuscita a far raddoppiare, forse triplicare, il loro numero senza andare incontro a grosse oscillazioni di bilancio, e anzi lasciandosi nei giorni a venire buoni margini di guadagno. A questo proposito, si fa insistente la richiesta della piazza di prolungare la fase low-cost della campagna fino alla fine del periodo di vendita: il cuore dei dirigenti giallorossi dice sì, e se anche il bilancio fosse d’accordo?

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