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striscione lecce ai leccesi della nordLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Sarà un San Lorenzo triste per il Lecce ed i suoi tifosi all’indomani della pesante sconfitta in Coppa Italia con il Cesena. All’«Orogel Stadium – Dino Manuzzi» i giallorossi hanno incassato la prima sconfitta stagionale in gare ufficiali rimediando un sonoro 4-0 dai bianconeri romagnoli. Un ko che, sulla carta, potrebbe anche starci ma che, visto il modo in cui è maturato, fa scattare un campanello d’allarme di cui la nuova proprietà del club non può non tener conto.

Se è vero che l’attuale rosa non è quella che si immagina di consegnare per il campionato a mister Antonino Asta è altrettanto vero che le ripetute, sia pur sempre garbate richieste del tecnico avrebbero bisogno di risposte urgenti visto il passare dei giorni e l’avvio della nuova stagione avvicinarsi ormai a grandi passi. Tra meno di un mese il Lecce se la dovrà vedere contro squadre a sua portata e di pari categoria. Sarà ancora Lega Pro e stavolta non si può e non si deve rischiare di partire col piede sbagliato.

Papini in gol col Foligno
Papini in gol col Foligno

Esattamente un anno fa, Papini e compagni esordirono in Tim Cup superando con un roboante 5-0 il malcapitato Foligno. Un successo che generò entusiasmo nella piazza ancora scossa per la sconfitta nella finale play-off di Frosinone. A distanza di un intero calendario sfogliato nell’attesa che la formazione salentina potesse recitare un ruolo da protagonista nella terza serie italiana e bindare magari ad una B conquistata sul campo, l’umore in casa-Lecce non è esattamente quello immaginato e auspicato. Ad onor del vero, già il primo turno preliminare di Coppa contro il Catanzaro passato solo ai calci di rigore aveva creato qualche perplessità nella frangia più esigente della tifoseria giallorossa. Ad ogni buon conto, pur non trattandosi di una prova convincente visto che si giocò addirittura il 2 di agosto e per di più con una lista di convocati resa ancor più povera dal proditorio forfait di Falco, oggi si aggiunge un 4-0 sul groppone che non è mai un bel biglietto da visita da presentare ad un ambiente che sta rispondendo con un pizzico di apatia alla “chiamata alle armi” della nuova dirigenza, speranzosa di registrare ben altri dati in fatto di abbonamenti sottoscritti e messi in vendita a prezzi più che promozionali.

Sticchi e TrincheraSi rischia, insomma, di accusare una sorta di ridimensionamento psicologico che non si può e non si deve verificare. Se il diesse Stefano Trinchera saprà regalare all’allenatore quegli elementi tanto attesi ed in grado di fargli plasmare la squadra secondo il suo credo tattico, il mese che manca all’avvio della prossima stagione potrebbe essere messo a frutto per creare un gruppo solido e pronto ad affrontare ogni ostacolo. Diversamente, i “mal di pancia” latenti di alcuni calciatori rischiano di diventare incurabili e la pax sancita da parte della tifoseria più accesa potrebbe venir clamorosamente meno. Ecco perché, accantonato il sogno di un ripescaggio in Serie B e sbattuto il muso davanti alla realtà inconfutabile di una compagine ancora in embrione, urge mettere a segno i colpi necessari sul fronte calciomercato e portare a Lecce gente vogliosa e capace di far fare a questa squadra il salto di qualità necessario per non creare rimpianti.

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