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Giuseppe De Feudis
Giuseppe De Feudis

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Il centrocampista del Lecce Giuseppe De Feudis si presenta in Sala Stampa al Via del Mare, alla ripresa degli allenamenti, dopo l’ottimo esordio in maglia giallorossa che ha visto il Lecce battere il Catanzaro ed approdare al secondo turno della Tim Cup dove incontrerà il Cesena. Come per ironia della sorte, il centrocampista di Bollate affronterà proprio la sua ex squadra con la quale ha giocato dal 2006 al 2010 (134 presenze e 6 gol) e nelle ultime due stagioni collezionando 58 presenze ed 1 gol.

L’ESORDIO – “Sicuramente mi ha fatto un bell’effetto la prima gara in casa con la bella cornice di pubblico che  fan ben sperare per il campionato. Arrivo a Lecce con tantissima voglia di fare bene e mi metto al servizio della squadra. Qui ho trovato un mix di calciatori giovani e di esperti che stanno lavorando bene, credetemi, tutti insieme. Per me è iniziata una nuova avventura e le motivazioni sono tantissime. Con la maglia del Cesena è finita una bella storia; nel calcio succede, ma ora sono qui per fare bene”.

IRONIA DELLA SORTE – Sorride prima di rispondere alla domanda sulla prossima gara nella quale affronterà proprio il suo Cesena: “Eh già, arriva subito la sfida con la mia ex squadra. Mi aspetto una buona accoglienza domenica al Manuzzi da parte dei mie ex tifosi, ho fatto e vinto tanto con la maglia bianconera”.

L’INTESA CON PAPINI – “Mi sono trovato molto bene con Papini, anche se l’intesa crescerà col tempo. Ho già giocato in un centrocampo a 2 ed anche a 3″.

I GIOVANI – De Feudis è poi rimasto positivamente impressionato dai giovani che hanno giocato contro il Catanzaro: “Kalombo, Rosafio e Morello, hanno giocato una buona gara. Loro devono sempre farsi trovare pronti e sfruttare le occasioni che il mister gli concede, perché sono ragazzi che valgono”.

MOSCARDELLI – “Lui  è un grande e non c’entra nulla con questa categoria; quando giocammo insieme segnò 17 gol. Prima di accettare di venire a Lecce, lui mi ha parlato molto bene dell’ambiente e dei tifosi; poi ho sentito altri amici e non ho avuto dubbi nell’accettare questa destinazione. Sono cosciente però che nessuno ha il posto assicurato e che tutti dovremo sudare per guadagnarci una maglia. Inoltre, strada facendo, arriveranno altri compagni perché la società sta valutando dove è più opportuno intervenire”.

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