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Paolo Pagliaro
Paolo Pagliaro

LECCE – Dopo aver letto i dati preoccupanti dello Svimez, che ha evidenziato il rischio povertà per il Sud (ben 576 mila su 811mila delle persone che hanno perso il lavoro sono residenti al sud), Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di Presidenza e responsabile dipartimento Regionalismo, Federalismo e Identità territoriali di Forza Italia, è intervenuto in modo deciso: “Ancora una volta, la Svimez interviene e fa emergere una grande verità: le politiche di assistenzialismo al Sud sono state un fallimento e l’unica via d’uscita è puntare sulle imprese che creano occupazione e sviluppo”.

Ormai da diversi anni l’editore salentino porta avanti la sua battaglia per la difesa del proprio territorio indicando l’unica strada, a suo dire, percorribile per rilanciare un lembo di terra tra i più belli del mondo che è martoriato da politiche dissennate che spesso sembra si dimentichino proprio dell’esistenza del sud ed in modo particolare del Salento. “Non possiamo restare sorpresi – prosegue Pagliaro – nel vedere che il mezzogiorno sia cresciuto la metà della Grecia dal 2000 al 2013. Da noi, le politiche di sostegno e di attenzione alle imprese non esistono. Ma è anche colpa di quella organizzazione del Paese inutile, inefficiente e inefficace. Il federalismo fiscale, in quest’ottica, resta la chiave di volta per ridare impulso all’economia, in Regioni nuove , di dimensione ottimale ed omogenee, tutte uguali, a statuto speciale (vedi proposta di riordino territoriale della Società Geografica Italiana) in grado di predisporre in piena autonomia una programmazione ad hoc. I proventi delle tasse resterebbero nel territorio dove si produce il reddito, senza incappare nel giro dei trasferimenti tra Stato ed enti locali: un giro infinito che disperde risorse mentre si consuma. È proprio dalla rivoluzione istituzionale e territoriale dell’Italia che si può dare una spinta all’economia –conclude – e mi auguro che il gradimento della proposta, da più parti manifestato, possa trovare soddisfazione concreta con l’approvazione della riforma”.

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