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download-122“Io non l’ho interrotta. La seconda Repubblica parla troppo?” è il titolo della rassegna dedicata al giornalismo e alla comunicazione politica oggi e domani 4 luglio a Lecce e San Cesario.

Marco Damilano, Riccardo Luna, Marianna Aprile, Massimo Bray, Vittorio Alvino, Luca Bottura sono tra gli ospiti di questo numero zero che si snoderà in cinque incontri, più un seminario dedicato ai giornalisti, con la partecipazione di 22 tra docenti universitari, giornalisti, esperti di comunicazione, social media manager, politici

Programma

Venerdì 3 luglio si parte alle 20.30 nell’ex Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce con una breve presentazione della manifestazione. Suibito dopo Massimo Bray(direttore editoriale Treccani), Riccardo Luna (giornalista e Digital Champion), Dino Amenduni (esperto in comunicazione politica) e Serena Fortunato (esperta di comunicazione), introdotti e moderati dalla giornalista Alessandra Lupo, parleranno de “Le parole della politica”, prendendo spunto dal recente ebook curato da Bray e pubblicato da Alfabeto Treccani. Nella sezione dedicata alla lingua italiana del proprio portale (www.treccani.it), l’Enciclopedia Italiana ha da sempre riservato una particolare attenzione all’analisi del linguaggio politico che, tra i linguaggi settoriali ha una posizione preminente e i cui cambiamenti dipendono direttamente dalle differenti fasi della politica. Per far questo occorre seguire le trasformazioni e le innovazioni, spesso specchio o conseguenza di significativi cambiamenti nella coscienza civile e culturale del paese.  Alle 22.00 il giornalista de L’Espresso e volto noto di Gazebo e altre trasmissioni televisive, Marco Damilano, rispondendo alle sollecitazioni di Pierpaolo Lala e Ubaldo Villani Lubelli, presenterà “La Repubblica del Selfie. Dalla meglio gioventù a Matteo Renzi” (Rizzoli). La Repubblica è nata settant’anni fa con i ragazzi scesi dalle montagne per sedersi al tavolo della Costituente. Erano i padri della democrazia, i buoni maestri che tenevano insieme cattolici e comunisti, radicali e liberali, e intanto costruivano autostrade e conficcavano milioni di antenne sui tetti delle case. Ma poi i padri invecchiarono e arrivarono i figli, la meglio gioventù della tv a colori e dell’aria di piombo. L’inizio del vuoto. Un vuoto durato quarant’anni. In quel vuoto è nata e cresciuta la nuova razza, che ha il volto di Matteo Renzi e si presenta senza passato, avida di presente, proiettata al futuro. Detesta il fardello della memoria, rifiuta la responsabilità dei decenni precedenti: noi non c’eravamo, ripete. Invece va inserita in una storia. In quella che arriva da lontano, nel lunghissimo processo che attraversa gli ultimi anni Settanta, gli Ottanta e Novanta fino a Tangentopoli. E in quella più recente, il crack di una classe dirigente provocato dalla crisi economica e da un divorzio irreparabile tra cittadini e politica.

Sabato 4 luglio – La lunga giornata prenderà il via dalle 10 alle 12 nell’Open Space di Palazzo Carafa a Lecce con il seminario Open Data: Leggere, Comprendere, Informare. Cosa sono gli open data? Cos’è che rende questi dati davvero aperti e accessibili? Di quale tipo di dati stiamo parlando? Cosa devono fare i giornalisti per leggere, comprendere e trasferire ai propri lettori/utenti le informazioni nel miglior modo possibile? A queste e altre domande risponderà Vittorio Alvino, presidente dell’Associazione Open Polis (www.openpolis.it) che, da quasi dieci anni, lavora con gli open data, fa progetti open source, promuove l’open government. Costruisce polis su internet, comunità politiche autonome e libere in cui ogni abitante partecipa alla vita collettiva e alla costruzione del bene comune, come nelle città stato della Grecia antica, la forma più antica e più pura di democrazia. Il seminario è organizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Puglia e darà diritto a 2 crediti per tutti gli iscritti. Dalle 20.30 si torna a San Cesario di Lecce per un incontro con lo stesso Alvino, Alessia Rotta (responsabile comunicazione del Partito Democratico), Elisabetta Piccolotti(responsabile comunicazione di Sinistra Ecologia e libertà), Maurizio Buccarella (senatore del Movimento 5 Stelle) e Federica De Benedetto (vicecoordinatrice regionale di Forza Italia) che, coordinati dal giornalista del TgrPuglia Fulvio Totaro, discuteranno di politica, comunicazione e trasparenza. Dalle 21.30 il giornalista Gabriele De Giorgipresenterà “La fine dei talk show e il futuro della televisione”, un instant-book sulla televisione di oggi e sul suo rapporto con la politica, la crisi degli ascolti dei talk-show, la tematizzazione dei contenuti e la prospettiva di un nuovo canale tv dedicato alle Istituzioni, con un’intervista inedita a Bruno Vespa. Oltre all’autore Gennaro Pesante, parteciperanno alla discussione anche la giornalista Marianna Aprile e il sociologo Stefano Cristante. “Io non l’ho interrotta” si concluderà con un incontro – moderato dal blogger Giorgio Scolozzi – dedicato alla satira con Luca Bottura, Antonello Taurino (Kotiomkin) e Adelmo Monachese (Lercio).

La manifestazione è organizzata da (Ri)Generazione Politica e l’Alambicco in collaborazione con Xoff. Conversazioni sul Futuro e Cooperativa Coolclub, con il patrocinio e il sostegno del Comune di San Cesario di Lecce, del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento e di alcune aziende private (Per Fare un tavolo, Vini Candido, Supermercati Sisa di San Cesario di Lecce, De Giorgi global service, Pastificio Abatianni, Small Garden & La Corte, Bar Patarnello, Libreria Idrusa, Officine Ergot).

Media Partner Radio Venere e Salento Review.  “Io non l’ho interrotta” aderisce alla campagna Posto Occupato: “È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza”, si legge nel sito postoccupato.org. “Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga”.

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