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Il prof. Sebastiano Leo
Il prof. Sebastiano Leo

LECCE – Il prof. Sebastiano Leo, di Noi a Sinistra per la Puglia, dopo che il Senato lo ha approvato, torna sul Ddl del Governo Renzi sulla cosiddetta “Buona scuola” affermando in una nota che: “La scelta del Governo Renzi di porre la fiducia sul ddl scuola è insopportabile non solo per gli effetti devastanti che avrà sul mondo della scuola, ma anche per il vilipendio alla rappresentanza democratica che è stato compiuto. Dopo mesi di mobilitazione è raggelante assistere inermi alla scelta ottusa di negare ogni forma di dialogo. La scuola dovrebbe essere la palestra in sui si esercitano le virtù civiche, l’opportunità per salire i gradini della scala della mobilità sociale, l’occasione per partecipare e concorrere alla formazione dei ragazzi e della società che verrà. Il mondo della scuola aveva lanciato segnali inequivocabili. Eppure, la discussione in aula è stata impedita, l’autoreferenzialità di questo Governo che sente di poter fare le riforme sulla pelle degli insegnanti, delle famiglie, dei ragazzi senza doversi misurare con le loro istanze, le loro aspettative ed esigenze rappresenta la proclamazione di uno stato di indifferenza insopportabile. Il Ddl scuola non è una buona riforma. Sarebbe stato necessario perlomeno cancellare la chiamata e la revoca dei docenti da parte dei presidi, introdurre un piano pluriennale di assunzione degli insegnanti precari, abilitati di II e di III fascia, sulla base del fabbisogno e dunque senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Invece, avanti con questa non riforma, avanti con il fotoritocco per rendere presentabile un maxiemendamento inaccettabile. Come docente, padre e cittadino chiedo adesso che la Regione Puglia si impegni per contenere gli effetti del ddl scuola. In questi anni, progetti come ‘Diritti a scuola’ hanno consentito ai colleghi che avevano subito gli effetti dei tagli perpetrati dal ministro Gelmini di concorrere al miglioramento dei livelli di successo scolastico e prevenire la dispersione scolastica. Adesso, dobbiamo potenziare questi progetti per impedire che i giovani precari siano spazzati via dalla riforma: non possiamo permetterci che queste energie vadano disperse, non possiamo lasciare che un’intera generazione di giovani insegnanti sia consegnata all’attesa di un concorso che non riconosce neppure come titolo di accesso gli sforzi, i sacrifici, lo studio fin qui compiuti. Dobbiamo continuare a fare della Puglia un laboratorio di buone pratiche. Lo devo ai miei colleghi, ai giovani che mi sono accanto, al popolo pugliese che ci chiede di continuare a creare alternative e opportunità”.

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