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collage Lecce in Serie A trentennaleLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Va bene il centenario del calcio in città, va bene allestire mostre-evento che ripercorrono la storia di un club, ma ci sono date che più di altre entrano di diritto nell’albo d’oro di una squadra di calcio. Nel caso dell’U.S. Lecce, la data per eccellenza è e resta il 16 giugno 1985. Quel giorno, i giallorossi entrarono per la prima volta in assoluto nell’Olimpo del calcio italiano, rappresentato dalla Serie A, in un tripudio di suoni, colori, emozioni che neppure trent’anni hanno saputo o potuto cancellare, né affievolire. Chiunque abbia vissuto quel giorno, quella stagione fantastica, quella cavalcata trionfale verso la massima divisione non può certo dimenticare i brividi lungo la schiena davanti alla certezza che la propria squadra del cuore avrebbe militato nell’allora più bel campionato del mondo, al cospetto di formazioni ammirate solo in tv, infarcite di campioni di assoluto valore quali Maradona, Zico, Platini o Falcao…

E così, oggi ci ritroviamo a raccontare a chi si è perso simili eventi cosa sia significato vedere il Lecce promosso in Serie A per la prima volta nella sua storia calcistica. Era il Lecce del presidentissimo Franco Jurlano, del D.S. Mimmo Cataldo, di mister Eugenio Fascetti e del suo vice Olmes Neri, del dottor Peppino Palaia, del massaggiatore Raffaele Smargiassi ma, soprattutto, di quei campioni per sempre nei cuori dei tifoi giallorossi che rispondono ai nomi di Enrico Pionetti, Giordano Negretti, Ezio Rossi, Rodolfo Vanoli, Stefano Di Chiara, Giorgio Enzo, Carmelo Miceli, Maurizio Raise, Maurizio Orlandi, Alberto Di Chiara, Claudio Luperto, Robertino Rizzo, Marino Palese, Loriano Cipriani, Ricardo Paciocco, Stefano Ciucci, Roberto Miggiano, Dario Levanto e Giuseppe Colombo.

Furono loro gli artefici di un vero e proprio miracolo che sancì l’inizio di un’epoca d’oro per il calcio leccese fatto di ininterrotta presenza tra Serie A e Serie B, intervallata solo dalla nefasta retrocessione in Serie C della stagione 1993/’94 e fino a quella assai più dolorosa di tre stagioni orsono…

Per rivivere quelle emozioni senza tempo, ecco una carrellata di video che la rete offre a tutti i tifosi ed ai curiosi che cercano di vivere almeno indirettamente tali gioie e tali sensazioni che provocano ancor oggi la pelle d’oca:

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