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Ipercoop lecce surboSURBO – Le forze di opposizione esprimono al sindaco ed all’assessore alle attività produttive del Comune di Surbo il proprio timore per i 20 lavoratori di Coop Estense impiegati nell’Ipercoop di Lecce-Surbo ed a rischio esubero. Qui di seguito riportiamo il comunicato diramato dal Gruppo La Svolta e dal Gruppo Nuova Primavera:

“Il 4 giugno i lavoratori degli undici ipermercati e dei due supermercati Ipercoop di Puglia e Basilicata si asterranno dal lavoro. Lo sciopero generale andrà in scena mentre a Roma si terrà al Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo di trattativa per cercare di scongiurare gli esuberi annunciati. Gli esuberi nell’Ipercoop Lecce-Surbo dovrebbero essere venti. L’azienda parrebbe avere intenzione di esternalizzare la gestione del reparto “grocery”, della pescheria, dell’alimentare secco, della drogheria chimica e del libero servizio. Come forze di opposizione siamo molto preoccupati dalla tenuta occupazionale del centro commerciale della nostra città. Ci chiediamo che cosa intenda fare il Sindaco e l’assessore alle attività produttive per sostenere i lavoratori nella lotta per il mantenimento dei livelli occupazionali. La morsa della crisi nella quale è stretto tutto il comparto del commercio non può lasciarci indifferenti: gli amministratori hanno il dovere di spendersi in prima persona per provare a sostenere gli sforzi delle sigle sindacali e dei lavoratori impegnati in nome del proprio posto di lavoro. Non possiamo permetterci di perdere neppure un posto di lavoro. Per questo, pretendiamo di sapere che cosa il Sindaco e il vicesindaco intendano fare per sostenere i lavoratori che vedono messo a repentaglio il proprio posto di lavoro. Inoltre, chiediamo che siano chiarite le circostanze che hanno portato alla chiusura della stazione di benzina di Coop Estense, su cui si è abbattuta una sentenza del Tar e che siano spiegate pubblicamente le ragioni delle gravi inadempienze del Comune di Surbo messe in evidenza dalla sentenza stessa. Il Comune, infatti, ha espresso il proprio assenso alla costruzione della stazione di rifornimento in assenza di parere delle Polizia municipale, contravvenendo al Codice della strada ed esponendo ora i lavoratori al rischio della perdita del posto di lavoro dopo la chiusura della stazione di benzina che, forse per una coincidenza, è stata edificata dalla ditta del fratello del sindaco Vincenti”.

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