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Alberto Bollini, allenatore U.S. Lecce

LECCE (di Carmen Tommasi) – Lui, Alberto Bollini, la sua formazione ideale ce l’ha ed è quella che lo ha supportato, coccolato, aiutato e stimolato nelle quindici partite alla guida del Lecce, undici titolare composto da tutta la gente che ruota attorno alla squadra giallorossa: magazzinieri, dottori, fisioterapisti, massaggiatori, preparatori atletici, addetto stampa e tutti coloro che lavorano con passione a supporto del staff tecnico salentino. Il tecnico di Poggio Rusco, con l’emozione scritta in volto, saluta così la sua breve esperienza nel Salento che terminerà, al momento, con l’allenamento in programma domani mattina: “Ho un altro anno di contratto con la società giallorossa, ma non vivo per il contratto, anche se sarei ben contento di rimanere se la famiglia Tesoro dovesse restare. A Lecce c’è una proprietà che ha raggiunto due finali play-off, che ha fatto investimenti importanti e che ora è stanca per vari aspetti. Da quello che so io, non c’è la fila di imprenditori pronti a subentrare. A Lecce c’è troppa delusione legata al passato – spiega l’ex allenatore della Primavera della Lazio – e lo posso capire, ma la serie A non c’è più. Bisogna ‘mentalizzarsi’ su questa categoria, dalla quale per uscire c’è bisogno di varie componenti: società, giocatori da Lega Pro, staff tecnico, tifosi e stampa cartacea e web. Dopo la gara di Lamezia Terme, ci tengo a ribadire che ho voluto fare come prima cosa  le condoglianze per la scomparsa di mister Cosco. La delusione era tanta, volevamo una vittoria che non è arrivata per i soliti nostri demeriti. Il primo tempo è stata la fotografia del nostro campionato. Il dispiacere è per la società, per il gruppo dei ragazzi che ho allenato e per i tifosi. Per  tutti coloro che tengono al Lecce. Sono molto deluso per non avere raggiunto il traguardo, anche perchè sotto la mia gestione abbiamo fatto 28 punti ed eravamo in media playoff. Dicendo così, non ho mai inteso screditare il lavoro fatto prima di me sulla panchina del Lecce dai miei colleghi che stimo e apprezzo”.

LECCE, SCELTA GIUSTA – L’amarezza è infinita, ma l’allenatore mantovano ritornando indietro nel tempo sceglierebbe comunque Lecce: “Nonostante la delusione per il finale amaro, posso assicurare che rifarei al 100% la scelta di accettare la panchina giallorossa, sia professionalmente che umanamente. A Lecce ho trovato delle persone molto professionali e, come ho detto più volte, i giocatori mi hanno sempre seguito. Forse questo gruppo è formato fin troppo da bravi ragazzi, può sembrare paradossale ma è così. Tutto questo mi lascia l’amaro in bocca per il mancato raggiungimento dei play-off. Non era un traguardo impossibile da raggiungere, ma quando sono arrivato qui ho subito detto che il tempo era poco e così come il margine di errore. Infatti, è andata proprio così. I miei allenamenti con il mio staff, come accordi presi prima del mio arrivo, termineranno domani. Poi, non so gli accordi presi dalla società con i calciatori sotto contratto. So che in mattinata in sede ci saranno degli incontri. Le mie vacanze? Seguirò un po’ di serie B e poi mi farò un po’ di mare, tra Riccione e Fregene (sorride, ndr)”.

La conferenza termina. Alberto Bollini saluta tutti e se ne va; è uno di quei saluti cha ha il sapore di un arrivederci, ma che potrebbe essere anche un definitivo addio.

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