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Davide MoscardelliLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Davide Moscardelli ha morso i freni in tribuna per quattro lunghissime settimane. Ha sofferto come e più degli altri suoi compagni di squadra, impossibilitato a dare il proprio contributo nella fase cruciale della stagione. Ha imprecato e gioito a seconda dei risultati del suo Lecce ed ora, dopo il nero pomeriggio di Catanzaro è finalmente pronto a riprendersi la maglia da attaccante titolare nell’11 giallorosso. La scellerata direzione di gara del “Ceravolo” ad opera di Lanza di Nichelino è alle spalle ed oggi tutte le attenzioni del bomber giallorosso sono rivolte solo ed esclusivamente alle ultime due giornate che mancano per chiudere questo tribolato torneo.

Un campionato che per l’ex punta di Chievo e Bologna, tuttavia, non è stato da gettare. Finché è rimasto a disposizione di mister Alberto Bollini, come accaduto prima sia con Franco Lerda, che con Dino Pagliari in panchina, il barbuto centravanti romano ha saputo esprimersi secondo standard di tutto rispetto, realizzando ben 14 gol e quasi tutti di pregevole fattura. Reti che hanno fruttato al Lecce una notevole quantità di punti ed un tesoretto non sempre amministrato a dovere. Certo, quando la vetta della classifica marcatori sembrava un obiettivo alla portata del “Mosca” è arrivata la nefasta squalifica che ha fatto allontanare il re dei cannonieri del Girone C, ossia Eusepi del Benevento salito a quota 18, mentre a 16 gol stagionali ci sono sempre nel mirino i vari Iemmello (Foggia), Calil (Salernitana) e Caturano (Melfi). Facile immaginare che il centravanti più prolifico della truppa leccese voglia per lo meno tentare di agganciare quei compagni di ruolo e dimostrare quanto possa essere più bravo di loro pur in una stagione dalle alterne fortune.

Moscardelli gambe incrociateÈ innegabile che, con Moscardelli in campo, il Lecce assuma tutt’altre sembianze tattiche. Si tratta di un elemento che ha saputo fare spesso e volentieri la differenza e che ha dimostrato come anche chi non è più ormai di “primo pelo” possa e sappia fare la differenza in un campionato ostico ed assai poco incline ad offrire spettacolo qual è la Lega Pro.

Essere stati costretti giocoforza a rinunciare alle prestazione del “Bomber” ha penalizzato la squadra giallorossa proprio nel momento cruciale del torneo, in cui c’era da imprimere l’accelerata decisiva per lasciarsi alle spalle le altre dirette concorrenti ai play-off e spegnere magari ogni velleità di re-inserirsi di outsider quali Foggia, Matera e Casertana. Invece, le ormai famose “5 giornate di Catanzaro” (poi ridotte a 4 in sede di Appello), hanno scritto un finale di stagione ben diverso da come lo si sarebbe potuto immaginare.

A 180′ dalla fine della regular season, “Mosca-gol” scalpita per rientrare in campo e trasformare in energie positive tutta la rabbia accumulata e repressa in queste quattro settimane di purgatorio. Restare fuori non è mai piacevole per chi si è sentito oltremodo punito da un arbitro arrogante e miope, additato come un giocatore violento e scorretto. Proprio lui che in carriera non era mai stato espulso… Moscardelli si era inoltre ritrovato, ad un certo punto di questo campionato, investito della carica di leader di un gruppo per certi versi già “orfano” in campo di capitan Fabrizio Miccoli e che ha tra l’altro perso strada facendo un altro gladiatore, pure lui romano di origini, qual è Stefano Salvi.

fotomontaggio Davide MoscardelliInsomma, se il Lecce spera ancora di agguantare per i capelli il treno dei play-off buona parte di tali ambizioni sono legate proprio al ritorno di Moscardelli al centro dell’attacco salentino. Se la sua voglia di recuperare almeno parte del terreno perduto nell’ultimo mese verrà tradotta in furore (positivo, ovvio) agonistico vorrà dire che, forse, anche le reti segnate ultimamente col contagocce potrebbero tornare a crescere di numero e peso specifico. Ma non bisogna caricare di eccessive responsabilità l’attaccante romano. La classe e la potenza del bomber devono solo essere frecce in più all’arco di mister Bollini. Il resto della squadra deve aiutarlo a saper fare la differenza e restare in attesa che qualche miracolo si concretizzi ai danni delle altre contendenti. Ma una cosa è certa ed è importante: Moscardelli è tornato.

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