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pagelle Lecce-Foggia esultanza finale
L’esultanza finale dei giocatori del Lecce

LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nelle pagelle del derby Lecce-Foggia, chiusosi con il successo in extremis dei padroni di casa grazie ad una rete del franco-maliano Abdou Doumbia, spiccano le prestazioni di Marcus Diniz e di Mariano Bogliacino. I troppi errori davanti alla porta avversaria rischiano di compromettere le speranze di play-off dei giallorossi. A togliere però le castagne dal fuoco a mister Alberto Bollini ci pensa l’attaccante che in precedenza, a tu per tu col portiere ospite Narciso (ottima la sua gara), aveva fallito  almeno due ghiottissime occasioni per andare in gol, una per tempo. Il Lecce conquista così un successo importante per il morale della squadra e che riporta un minimo di entusiasmo nella piazza che mal gradisce il cammino balbettante di Papini e compagni, quasi implacabili tra le mura del “Via del Mare“, ma ampiamente deludenti in trasferta. La classifica dice che il sogno di approdare agli spareggi-promozione in Serie B non è tramontato e che, a patto di vincere tutte e tre le ultime gare della stagione, occorre attendere un passo falso delle compagini che precedono i salentini nelle zone nobili della graduatoria. Il clima di sfiducia, che però aleggia attorno alla formazione salentina, rende il tutto ancor più complicato ed i musi lunghi in sala stampa al termine del match la dicono lunga sulla condizione psicologica che il gruppo giallorosso deve sostenere. Una situazione ad ogni modo dovuta non certo esclusivamente a fattori esterni. Se il Lecce è la principale causa del suo mal, prendersela con quella “umoralità” della piazza di cui parla Bollini nel post-match, appare per lo meno ingeneroso tanto quanto i fischi a volte sono piovuti sulla compagine leccese.

1. SCUFFIA: Il Foggia si vede raramente dalle sue parti, ma nelle due occasioni in cui il numero uno giallorosso viene chiamato in causa risponde “Presente”. Viene anche aiutato dal palo in occasione della punizione calciata da Sainz-Maza, dimostrando prontezza di riflessi sul colpo di testa degli ospiti con cui i dauni rischiano di giocare il colpo gobbo al team locale. VOTO: 6.5

2. BEDUSCHI: Altra buona prova per il giovane bergamasco che dimostra di avere carattere e polmoni d’acciaio nel correre in lungo ed in largo per tutto l’incontro. Qualche impaccio di troppo in fase di appoggio nella metà campo avversaria compensato però da un notevole spirito di sacrificio al servizio della causa. VOTO: 6.5

3. LOPEZ: Spinge meno del solito lungo l’out sinistro e dimostra i soliti limiti in fatto di precisione sui cross buttati in avanti senza troppa convinzione. A fine gara esce dal campo inveendo contro quei tifosi che avevano fatto sentire mugugni e fischi per gran parte del derby e dimostra così il temperamento caliente che lo contraddistingue. VOTO: 6

4. DINIZ: Oggi è tornato ad essere quella diga tante altre volte ammirata davanti al suo portiere. Dalle sue parti non si passa e chiunque gli capiti a tiro deve fare i conti con la giornata di grazia che garantisce impenetrabilità alla retroguardia salentina. VOTO: 7

5. ABRUZZESE: Deve ricorrere alle maniere rudi in più occasioni per avere la meglio sugli attaccanti foggiani. A volte esagera in impeto e vigoria commettendo falli inutili lontano dall’area di rigore. Si becca l’ennesimo cartellino giallo che ne limita l’irruenza nel finale della gara. VOTO: 5.5

6. PAPINI: Il “professore” è tra gli ultimi a pensare di dover ammainare bandiera e ci crede fino alla fine spingendosi in attacco con le residue energie. L’esultanza dopo la rete di Doumbia è sintomo del carattere che ci mette e sulla voglia matta di continuare a lottare per un obiettivo diventato maledettamente difficile da conquistare. VOTO: 6.5

7. MANNINI: Tornato in campo dopo la squalifica di Catanzaro e la panchina di Melfi, per buona parte del derby si è ben disimpegnato risultando ficcante e pericoloso per la retroguardia dei “satanelli”. La fatica si è via via fatta sentire annebbiandogli la vista soprattutto arrivato in zona-gol dove ha fallito un’altra rete che pareva facile. VOTO: 6 ——— 16. HERRERA: Solo sprazzi di gara per il panamense. VOTO: S.V.

8. SALVI: Non era in perfette condizioni fisiche dopo l’infortunio che gli era valso la sostituzione in avvio di ripresa nel match di Melfi. La sua gara dura solo 24 minuti, quando è costretto ad abbandonare la contesa per il riacutizzarsi del problema alla gamba sinistra. Si vedeva, ad ogni modo, che non era il solito gladiatore del centrocampo giallorosso. VOTO: 6 ——— 14. SACILOTTO: Entra a freddo ma si cala immediatamente nel clima da battaglia che l’impegno richiedeva. La gara da dentro o fuori lo ha portato a giocare con attenzione e generosità, agendo a tutto campo per centrare i tre punti. VOTO: 6.5

9. DOUMBIA: Croce (grande) e delizia (liberatoria) per i tifosi e non solo per loro. Si divora due gol praticamente fatti tutto solo davanti a Narciso che gli appare grande quanto una portaerei nella darsena di San Cataldo, tanto da centrarlo con la porta pur spalancata. Il ruolo di punta centrale che deve ricoprire per necessità non ne esalta le caratteristiche, ma un attaccante non può e non deve fallire simili occasioni in una partita tanto delicata. Bollini lo tiene in campo per non sottoporlo alla gogna del pubblico che ne invocava il cambio a gran voce e lui lo ripaga col gol della vittoria che consente al Lecce di non mettere la parole fine ai sogni della stagione. VOTO: 5.5

10. BOGLIACINO: Bella la gara disputata dal fantasista uruguaiano, il migliore in campo insieme a Diniz, che offre giocate al fosforo non sfruttate adeguatamente dai compagni. Esce inopinatamente nella ripresa per un acciacco fisico. VOTO: 7 ———- 17. EMBALO: Entra nell’azione del gol finale di Doumbia per il suo che, più che un assist, era un tiro in porta sbilenco. La buona sorte per una volta ha arriso a lui ed alla formazione di casa facendo passare un colpo di spugna su un approccio alla gara non in linea con le richieste del suo tecnico. VOTO: 5.5

11. LEPORE: L’amarezza e la commozione mostrate in sala stampa al termine della sfida col Foggia la dicono lunga sul modo in cui il “core te Lecce” vive ogni partita e l’andamento bizzarro della stagione giallorossa. I calciatori sentono eccome dall’interno del campo i fischi e le invettive di parte del pubblico dalle tribune e lui, da leccese purosangue, sa cogliere anche le sfumature di frasi in dialetto che altri compagni magari non comprendono ma che per il jolly di questa squadra sono stilettate al petto. L’impegno che dimostra è massimo ma oggi scarseggiava la lucidità al rientro dopo la squalifica. VOTO: 5.5

All. BOLLINI: La rete giunta all’ultimo assalto premia la squadra per averci creduto fino alla fine. Un mancato successo avrebbe rappresentato un addio ad ogni velleità di conquistare un posto nei play-off. Il Lecce vive sul filo del rasoio e l’eventuale approdo agli spareggi è una questione legata non solo ai propri risultati ma, ormai e soprattutto, alle sventure altrui. Deve fungere da psicologo, per sua stessa ammissione, sul gruppo che allena dopo i risultati maturati ieri negli anticipi che parevano aver precluso ogni chance di gloria dei suoi. Difende con cipiglio le scelte di formazione e le sostituzioni effettuate ma potrebbe pur capire il senso di cocente delusione che l’ambiente del tifo leccese vive dopo tre stagioni a dir poco tribolate. VOTO: 6

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