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sonate violino e pianoforteLECCE – Con larga partecipazione di pubblico, continuano gli appuntamenti musicali promossi dal Conservatorio “Tito Schipa di Lecce. Il cartellone propone un recital sul tema della sonata di età barocca, classica e romantica, nella performance di Veronica Schifano al violino e di Valerio De Giorgi al pianoforte, che si terrà stasera, nel salone della Biblioteca “R. Caracciolo di Lecce (ore 20:30). Il programma della serata si aprirà con la Sonata per violino e pianoforte in fa min. op. 6 n. 7 di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764) “Au tombeau”, nell’arrangiamento del violinista virtuoso belga Eugène Ysaÿe.

Seguirà la Sonata per violino e pianoforte in la maggiore op. 12 n. 2 (allegro vivace andante più tosto allegretto allegro piacevole) di Ludwig van Beethoven (1770-1827), dedicata ad Antonio Salieri, suo maestro di composizione. Beethoven conosceva assai bene le possibilità tecniche del violino, stando a quanto riferì il suo allievo Ferdinand Ries. Quando decise di scrivere per il violino, tenne presente il modello mozartiano che rappresentava il punto più alto e più riuscito del classicismo nella musica riservata a questo strumento, anche se la sua maggiore attenzione fu sempre rivolta alla parte del pianoforte. Beethoven si riallacciò, in particolare, alla forma delle sonate per pianoforte con violino scritte a Parigi e a Londra dal giovane Mozart sul modello di Johann Christian Bach.

Chiuderà la serata la Sonata per violino e pianoforte in sol maggiore op. 78 n. 1 (vivace ma non troppo adagio allegro molto moderato) di Johannes Brahms (1833-1897), scritta fra il 1878 e il 1879 utilizzando il materiale tematico di “Regenlied” e “Nachklang”, due Lieder omaggio a Clara Schumann, pubblicati alcuni anni prima nella raccolta dell’op. 59. L’intera composizione ha un tono assai sobrio, un’espressione riservata, morbida e scorrevole, per una scrittura ritmica leggera e una parte armonica straordinariamente tormentata. La cupa meditazione del movimento centrale, suddiviso in un tema ampio e riflessivo e in un lieve tempo di marcia funebre, si estende all’Allegro molto moderato, che si muove su un tema sfuggente e ondulatorio, malinconico e indeterminato.

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