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L'esultanza del Lecce nel match col Benevento
L’esultanza del Lecce nel match col Benevento

LECCE (di Carmen Tommasi) – La vittoria del Lecce contro il Benevento (1-0), secondo in classifica, farà vivere una Pasqua più dolce e serena a capitan Fabrizio Miccoli e compagni ed a tutto l’ambiente del tifo salentino. E che sia una “B-U-O-N-A P-A-S-Q-U-A” tutta giallorossa, in attesa del match con il Melfi gara in programma il prossimo 12 aprile che sarà valida quale 34esima giornata del campionato di Lega Pro.

B come “B”. La tanto desiderata, sospirata ed agognata serie cadetta sfuggita al Lecce, sotto la guida della famiglia Tesoro, nelle due finalissime play-off di fila perse in extremis ed in malo modo.

U come UOMINI. I membri della rosa, i calciatori giallorossi, coloro che dovranno trascinare la squadra (con impegno, nervi saldi e coraggio) nelle ultime cinque partite stagionali alla conquista (si spera) dell’obiettivo play-off, visto che la promozione diretta è sfuggita da tempo.

O come ORGOGLIO. Quello fatto vedere con la giusta intensità nell’ultima gara casalinga contro la formazione di mister Fabio Brini, nonostante le pesanti assenze di Moscardelli, Mannini, Lepore, Di Chiara (squalificati), Miccoli e Caglioni (infortunati). Orgoglio di indossare una maglia “pesante” ed importante con un recente passato alle spalle molto più roseo dell’attuale.

N come NANO. Lo scherzoso nomignolo e soprannome dato da Abruzzese e soci ad Eric Herrera. La talentuosa, baby seconda punta originaria di Panama che potrebbe, se solo fosse più continuo nel rendimento, trascinare con la sua imprevedibilità e le sue giocate il Lecce verso migliori lidi.

A come ALBERTO. Il nome di Bollini, l’allenatore chiamato dopo l’esonero prima di Franco Lerda e poi di Dino Pagliari per risollevare una squadra ed un ambiente feriti profondamente nell’orgoglio e nel morale. Il mister della speranza, l’uomo a cui è stato affidato il destino del Lecce, una formazione che, a tratti, nel corso del campionato è sembrata profondamente “ammalata”.

P come PAPINI. Il padrone indiscusso della mediana giallorossa, l’uomo che detta i tempi ai suoi compagni, quello che corre per gli altri, che imposta e che spezza il gioco avversario. Quattro reti stagionali finora per il “Papo” e tanta voglia di Serie B.

Tesoro
Savino e Antonio Tesoro, presidente e diesse dell’U.S. Lecce

A come ANTONIO. Il diesse giallorosso, figlio del presidente Savino Tesoro, colui che in estate ha costruito ex novo la rosa mantenendo più del 70 per cento degli elementi della passata stagione. Il direttore sportivo, criticato da molti, ma primo tifoso del Lecce e della sua “creatura” che lo fa soffrire negli ultimi due anni e mezzo più del dovuto.

S come SAVINO. Il patron Tesoro che a fine campionato ha deciso di chiudere la sua esperienza alla guida societaria del club di Piazza Mazzini, la stessa persona che dopo ogni vittoria dei suoi dimostra, con gli occhi e con le parole, l’esatto contrario. Presidente vulcanico, passionale e con la battuta sempre pronta.

Q come QUALITÀ. Impegno, quantità e qualità in tutte le ultime 5 gare del Girone “C”: con questi elementi, e non solo, si può sperare in qualcosa di migliore per l’immediato futuro.

U come UNIONE. “Chi vuole bene al Lecce deve stare vicino alla squadra. Deve sostenere e supportare i miei ragazzi”. Queste le parole ripetute, in più di un’occasione, da Bollini, il tecnico lombardo di Poggio Rusco. Tutti uniti, quindi, verso lo stesso obiettivo: calciatori, staff tecnico, stampa, tifosi ed ambiente.

A come AMORE. Se non c’è amore, forse, non c’è nulla, e questo adagio vale anche nel mondo del calcio. Amore per la propria squadra del cuore, per i suoi colori sociali e per il proprio lavoro. Amore per il Lecce.

In definitiva, l’augurio che parte dalle pagine de Leccezionale è quello di trascorrere una buona Pasqua a tutti i nostri lettori e che la rinascita simboleggiata dalla Resurrezione di Gesù Cristo possa (senza con questo voler esser blasfemi) coincidere anche con una nuova vita per la società giallorossa dopo anni di tribolazioni e delusioni che hanno allontanato gran parte dei tifosi dal “Via del Mare“.

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