Tempo di lettura: 2 minuti
Lecce esultanza
L’abbraccio a Miccoli

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Tre gol ma potevano essere di più; vince il Lecce svegliandosi come per magia nel primo giorno di Primavera. L’avversario di turno è modesto ma, se non fosse stato affrontato col dovuto rispetto, avrebbe potuto di sicuro creare seri problemi. Il Lecce batte l’Aversa Normanna di Marra, giovane compagine che lotta per salvarsi e che, nelle ultime settimane, ha fornito buone prestazioni (esclusa la gara persa contro la Reggina). Non bisogna esaltarsi però perché, nonostante la roboante vittoria, i giallorossi hanno sofferto di un calo di tensione nella prima fase del secondo tempo che poteva riaprire la gara. Bollini resta fedele al 4-3-3 ma cambia, come al solito, diversi interpreti ed azzecca la mossa Herrera a centrocampo (tra i migliori); nelle prossime giornate servirà continuità quindi la speranza è che il tecnico cambi quanto meno possibile facendo in modo che i calciatori riescano a “trovarsi” sul rettangolo verde in modo più naturale. Il gioco del Lecce si svolge quasi prevalentemente sulle fasce ed in quest’ottica si spera di rivedere la spinta dell’ottimo Mannini sulla linea di difesa con licenza d’attaccare senza preoccuparsi di qualche rischio in fase di non possesso.

Herrera
Herrera, la mossa azzeccata

È stato emozionante vedere i compagni abbracciare Miccoli (in panchina), il “capitano” esulta e conferma di essere innamorato della sua maglia anche se non gioca e si accontenta di dieci minuti.

Ora bisogna rimanere sereni e lavorare in modo umile; serve un Lecce operaio che non si senta il Lecce ma voglia ritornare ad esserlo.

Catanzaro, Benevento, Melfi, Foggia, Martina Franca, Ischia, Vigor Lamezia; sette gare al termine della stagione: in neretto le “casalinghe”, quattro fuori le mura amiche e tre al “Via del Mare“; 630 i minuti effettivi più i recuperi per raggiungere, ci si augura, i play-off. Le prossime tre gare saranno decisive per l’esito finale; non bisogna più guardare la classifica, l’obiettivo deve essere quello di vincerle tutte, e poi, il 10 maggio, tirare le somme.

Davide Moscardelli
Moscardelli, la certezza

I giallorossi non sono fenomeni oggi, dopo la vittoria per 3-0, non erano brocchi domenica scorsa; è una buona squadra di Lega Pro il Lecce che, davanti a sé, ha due avversarie sicuramente più forti (Salernitana e Benevento) ma deve ritrovare la fiducia nei propri mezzi perché l’obiettivo è raggiungibile a patto però che si evitino quei cali di tensione e quella superficialità figlie della boria. Bisogna godersi questa vittoria, perché vincere fa bene, gioire pure… ma da lunedì si ricomincia; l’impegno contro il Catanzaro non è poi così lontano e sabato bisognerà essere capaci di gridare a tutti, col coltello tra i denti, una frase che suona come la melodia più bella: Ci saremo fino alla fine.

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.