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Mangiapane, allenatore-giocatore del Gallipoli

GALLIPOLI (di Gabriele De Pandis) – A testa alta qualunque cosa accada. A testa alta, ma con lo sguardo dritto al prossimo obiettivo, da raggiungere senza voli pindarici e saltando a piedi pari, con la forza del gruppo e dell’orgoglio, tutti gli ostacoli che si frappongono alla crescita. Benedetto Mangiapane rappresenta l’amalgama di un Gallipoli che sta facendo benissimo in campionato, uscendo a testa alta dal catino dello “Iacovone” di Taranto con una prestazione che ha dato continuità al bel periodo di rendimento di un Gallo che continuerà il trittico di sfide alle big di questo campionato domenica alle ore 15:00 contro il Potenza.

Ci voleva lo zampino dell’allenatore-giocatore per intavolare la rimonta di domenica poi sfumata all’ultimo istante…

“Eh, diciamo di si dai (sorride, ndr). Ci rimane però il rimpianto per la partita. Siamo riusciti a recuperarla negli ultimi dieci minuti e a perderla negli ultimi tre secondi; con delle ingenuità nostre abbiamo regalato i gol al Taranto è questo il rammarico che mi brucia dentro; dall’altro lato però prendiamo la reazione che la squadra ha avuto sul 2-0, ciò che mi è piaciuto. Mi auguro che questa delusione possa trasformarsi in rabbia per domenica”.

Al “Bianco” arriverà un’altra grande del campionato. Quanto manca alla salvezza e che squadra si aspetta?

“Potrò formulare il mio giudizio solo dopo aver affrontato il Potenza. Conosco il loro allenatore, mister Giacomarro; l’ho avuto, so che è meticoloso nel preparare la partita e fa giocare bene le sue squadre. Sicuramente sarà una partita tosta e gagliarda, ma io ho fiducia nei miei e mi auguro che possano mettere in campo quello che hanno messo nelle quattro partite della mia gestione, ossia cattiveria, voglia di fare il risultato e di rendere la vita dura ad ogni avversario.”

Un mese e mezzo fa, in un’intervista alla nostra testata, si augurava di diventare prima o poi allenatore. Il destino le ha messo davanti quest’occasione. Un primo bilancio.

“Devo innanzitutto ringraziare la società ed i ragazzi per l’opportunità che mi è stata data iniziando questa nuova avventura. Sono alla guida del Gallipoli da un mese, periodo di tempo in cui si è fatto bene anche se si poteva fare meglio, ricordando che comunque in queste partite ho incontrato la prima e la terza della classe per poi domenica affrontare la seconda. Ricordo il mio desiderio in quell’intervista di un mese fa, quando dicevo che avrei voluto ‘provare a fare l’allenatore’ e ora dopo trenta giorni dico che… ‘vorrò provare a fare l’allenatore’ perché non è detto che dopo un mese io mi senta un allenatore; sarei un presuntuoso e un arrogante, cosa che non sono. C’è sempre da imparare, ringrazio questi ragazzi che mi danno il cento percento della loro disponibilità e li ringrazierò sempre. Qui c’è del buon materiale sul quale poter contare, al di là di chi l’anno prossimo guiderà il Gallipoli, ma sicuramente ci sono basi sicure calcistiche sulle quali ripartire. Io sono contento di quello che ho fatto, per me nel calcio, come nella vita, ogni giorno c’è qualcosa da imparare e da allenatore è ancora peggio, non dormi più neanche la notte per preparare le partite al meglio e raggiungere un risultato positivo, ciò che mi auguro domenica avvenga”.

Benedetto mangiapane gallipoli
Benedetto Mangiapane in campo

Per quanto vorrà ricoprire ancora il ruolo di giocatore-allenatore?

“Domenica, riportando ciò che ho detto ai ragazzi prima della partita, avrei voluto giocare dal primo minuto perché match come quelli dello ‘Iacovone’ sono partite che hanno un tasso caratteriale diverso da quelli giocati in uno stadio, diciamo così, ‘normale’: il pubblico, la tensione stessa della partita, sono fattori importanti. Oggi, col senno di poi, si possono dire tante cose, ma con me in campo dall’inizio i ragazzi avrebbero avuto più tranquillità; in ogni caso, ho voluto dare fiducia a chi in queste tre partite aveva dato tanto ed era giusto ripagarli con il massimo affidamento. Poi sono entrato, non di certo per il gettone di presenza in D, cercando di dare un contributo alla squadra, ci ero riuscito però poi il finale ha vanificato tutto. Quest’anno comunque penso di fare il doppio ruolo, poi l’anno prossimo si vedrà se ci sarà la possibilità di continuare a giocare o iniziare definitivamente nel ruolo di allenatore o se qualche società vorrà, magari il Gallipoli stesso, servirsi di Mangiapane allenatore-giocatore. Non pongo limiti al mio futuro. Fare solo l’allenatore per chi fino a un mese fa giocava non è facile, qui ho la disponibilità di ragazzi che mi rendono tranquillo e fortunato. Comunque, non voglio fare molti programmi a lunga gittata, è meglio calarsi alla partita di domenica. In questo momento mi sento un allenatore-giocatore, se ce ne sarà bisogno giocherò altrimenti siederò in panchina”.

Ha avuto esperienze in tante realtà del Sud, in tutte le categorie. Il caso Parma, la sua gestione ed il futuro ancora poco chiaro denotano molte differenze di destino rispetto ad altre realtà dove lei ha giocato, di certo non “accomodate” nei loro travagli. Come giudica la parabola del calcio?

Io penso che chi manovra, o pensa di governare il calcio e le società stia facendo danni irreparabili. Purtroppo, secondo me sia chiaro, il calcio è dato in mano a delle persone incompetenti, e i risultati si riflettono anche sul campo: è evidente l’abbassamento di livello dalla Serie A in poi, arrivando alla D. Ciò denota, indipendentemente dal fatto che ci siano soldi o meno, non si valorizza più il giovane ed i settori giovanili. In qualsiasi squadra siamo pieni di stranieri, tra l’altro meno bravi di certi giocatori nostrani. Non è corretto, questa è la distruzione del calcio; la gente entra solamente per guadagnare, o cercare di farlo, cosa sbagliatissima; questo sport dà guadagni se si fa crescere il proprio prodotto, e questo non avviene più e si andrà via via peggiorando“.

In settimana, con un comunicato, avete denunciato il vostro desiderio di maggior sicurezza per il prosieguo della stagione. Vuol aggiungere altro?

“Penso che questa squadra, da dicembre quando siamo arrivati noi, abbia dato anima e corpo per questa maglia, per questi colori e per il rispetto di questa città, compresa la società. È normale che ci sono stati dei problemi, ma è anche normale il malessere generale dei ragazzi che non erano tranquilli per delle vicende che aveva avuto la società. Tutti insieme abbiamo fatto chiarezza sul momento del Gallipoli, nel senso di dirimere tutte le incertezze sui pagamenti e sulla gestione di qualche problema. Ieri sera, comunque, abbiamo avuto un confronto giocatori-società-tifosi, le parti in società si sono rasserenate e stanno lavorando per sistemare tutto nel migliore dei modi; questo è un buon auspicio perché la città di Gallipoli, i tifosi e la mia squadra, che non finirò mai di ringraziare, meritano rispetto e meritano di finire il campionato in crescendo con la massima serenità perché per noi questo è un lavoro, non è di certo un divertimento; c’è gente, io in primis, che è lontana da casa e dai figli ed è giusto, quando si fanno dei sacrifici, che il tutto venga ripagato. Ripeto, questi ragazzi meritano rispetto per tutto quello che stanno facendo per la maglia, tutti devono essere orgogliosi”.

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