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Moscardelli gol
Davide Moscardelli, attaccante U.S. Lecce

SQUINZANO (di Carmen Tommasi) – Giù il capello, parla Davide Moscardelli. Colui che sa che al Lecce servono ancora tante reti importanti e pesanti, lui che ammette a gran voce di essere a digiuno dal gol su azione da fin troppo tempo e lui che fa tanto lavoro sporco e di sacrificio per il bene del gruppo. Lui, l’uomo e il giocatore più determinato dell’attacco giallorosso e, forse, anche quello più amato dai tifosi: “Ultimamente stiamo trovando difficoltà a fare gol, la rete è quello che ci sta mancando. Questo è un periodo un po’ così per noi, alla prima occasione veniamo puniti. Le occasioni da rete le creiamo, poi, magari, per un pizzico di sfortuna non riusciamo a concretizzare, ma dobbiamo essere bravi anche a portare la fortuna dalla nostra. Anche io, d’altra parte, da quando mister Bollini -spiega il 35enne attaccante romano, 12 centri nel campionato in corso- è sulla panchina del Lecce ho segnato una sola volta e su rigore (in Lecce-Messina dello scorso 24 febbraio, ndr). Devo essere il primo a ritrovare la via della rete. Perché non segno più? Forse un calo fisico, ma non lo so. Confermarsi non è semplice, ma prima o poi il gol deve arrivare e dobbiamo essere bravi a sfruttare i calci piazzati, come ci succedeva in passato”.

ATTACCO STERILE – Due sconfitte consecutive arrivate per degli errori grossolani in fase difensiva e perché non si è stati bravi a concludere in rete: “Quando giochi con certi avversari, come è stato domenica scorsa, è difficile trovare spazi. Ci sono squadre che puntano a non farti giocare, chiudendo ogni spazio e per un attaccante l’unico modo è andare a ricevere palla tra le linee, anche se così ti allontani dalla porta avversaria. Il Cosenza? Loro difendevano e basta, abbiamo rivisto la partita e siamo stati per 83 minuti nella loro metà campo. Se la rigiochi 10 volte quella gara, la rinvinci 11 e per cambiarla serviva solo più caparbietà in avanti”.

VINCERLE TUTTE – Mancano solo otto partite alla fine della stagione e l’obiettivo è quello di fare più punti possibili: “In questo momento i calcoli stanno a zero, dobbiamo solo pensare di arrivare alla vittoria in ogni modo. Le squadre che incontriamo si chiudo dietro, concedono poco spazio e troviamo difficoltà; giocano a non farci giocare. Dobbiamo, quindi, pensare partita dopo partita e vincere in qualunque modo, anche magari non giocando bene. I tre punti sono l’unica cosa che conta. I due ragazzi in prova? (Gabriel Alleoni e Cédric Baseya, ndr). Dico che è ancora troppo presto per parlare di loro, in un solo allenamento non si può giudicare il valore di due giocatori, ma sono due attaccanti fisici e di peso, come servono a noi visto che con queste caratteristiche ci sono solo io. Ma ora, dobbiamo pensare solo alle nostre qualità, a quelle che abbiamo già, perché per la gara di sabato ci servono quelle”.

LECCE, SCELTA DI CUORE – Dalla serie A alla Lega Pro senza nessun rimpianto, ma solo con tanta voglia di essere importante e di migliorarsi: “Se mi sono pentito di essere venuto a giocare nel Salento? No, la mia è stata una scelta consapevole, sapevo a cosa andavo incontro, ero convinto e mi sono messo in discussione. Sono consapevole di poter ancora migliorare e so anche che alla squadra servono i miei gol. Ciò che conta è riuscire a portare il Lecce dove merita, perché qui ho trovato un ambiente fantastico e speriamo di ricambiare a fine stagione tutto l’affetto di questa gente, come meglio possiamo fare. Se ci crediamo, prima o poi, qualcosa di bello arriverà…”.

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