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logo Cosenza CalcioLECCE (di Italo Aromolo) – Dal Lecce, al Lecce. Il Cosenza ci riprova esattamente un girone dopo la sfida del “Via del Mare” che apriva con una sconfitta l’era di mister Roselli (1-0, gol di Sacilotto). Allora era una squadra disorientata, allo sfascio e in piena lotta per non retrocedere, con un piede e mezzo nei play-out al diciannovesimo posto. Oggi il vento sembra cambiato all’ombra della Sila: la Nuova Cosenza (di nome e di fatto) è diventata una squadra forse non spettacolare ma indubbiamente compatta, arcigna e pratica al punto giusto; quel che serve in un campionato legnoso e muscolare come la Lega Pro per garantirsi una tranquilla salvezza. Obiettivo ormai alla portata per i ragazzi di mister Roselli, che tra l’altro hanno raggiunto la finale in Coppa Italia di Lega Pro: il tecnico umbro ha curato i mali della precedente gestione Cappellacci e ha messo insieme un buon gruzzoletto-salvezza con 26 punti conquistati nelle 19 partite del suo regno. All’insegna della tranquillità (33 punti) e con la mente sgombra da patemi di classifica (+7 dalle pachidermiche rivali per i play-out), il Cosenza giocherà soprattutto per i suoi tifosi, pronti ad accorrere in buon numero al “San Vito” (circa 2000) nonostante l’indizione della “giornata rossoblù”.

Il cammino fin qui: filotto da poker. Esattamente a un mese fa risale l’ultimo scivolone dei calabresi, il più doloroso e pregiudizievole: la sconfitta per 1-0 nel sentitissimo derby contro il Catanzaro deve aver risvegliato l’ormone della rivalsa nell’undici di Giorgio Roselli che, da allora, ha inanellato una serie positiva fatta di due vittorie e due pareggi. Il meritato pareggio sul campo della Juve Stabia era stato preceduto da un’altra prova maiuscola contro il sempre rognoso Matera, liquidato con una facilità disarmante nel 2-0 casalingo firmato Calderini-Caccetta. Da non dare per scontate, infine, la vittoria interna sulla Reggina (2-0) e il pareggio per 0-0 in quel di Pagani: comun denominatore del marzo d’oro è stata una solidità difensiva che ha permesso di incassare 1 solo gol nei ‘360 in questione. Ma è stato soprattutto al “San Vito” dove il Cosenza ha costruito le sue fortune: i lupi hanno conquistato ben 25 dei 33 punti totali nella fortezza casalinga. Un paio di mesi fa è stata bloccata anche l’attuale capolista Salernitana (0-0), mentre per trovare l’ultimo kappaò bisogna andare indietro all’era-Cappellacci, quando la Juve Stabia si impose 1-0 nell’ultima gara interna del contestatissimo tecnico della promozione.

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