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Moscardelli e Lepore
Moscardelli e Lepore

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Il Salento oggi si è svegliato baciato da un sole meraviglioso, finalmente gode nel silenzio di chi non potrà avere nulla da dire dopo la vittoria di ieri. La squadra di Alberto Bollini (niente niente è lui il tecnico giusto?) vince per due a zero nello stadio, difficile, di una squadra insidiosa che lotta per salvarsi e non regala nulla a nessuno. I giallorossi vincono aiutati anche un po’ dalla  fortuna, quella stessa fortuna che è mancata nei valzer della negatività da loro ballati e subiti fin ad ora. Sia sul primo gol, quando Salvi (al 12°) ha gonfiato la rete, e sia sul gran tiro di Di Chiara dai 30 metri (al 90°), sono stati decisivi gli errori degli avversari; se questo fosse accaduto qualche mese fa, sicuramente la palla si sarebbe stampata sul palo la prima volta e sulla traversa la seconda. Tutto ciò per dire che anche la buona sorte ha la sua importanza in questo meraviglioso gioco chiamato calcio. Vero è che ieri il mister di Poggio Rusco ha dimostrato di aver immesso nella sua squadra sicurezza, caparbietà e soprattutto idee chiare. È evidente che il suo progetto di gioco è basato sul modulo 4-3-3, è normale che, a seconda delle avversarie, schieri gli uomini che lui ritiene giusti (vedi Bogliacino e Lepore in panchina per Sacilotto e Gustavo), ed è evidente che abbia le idee chiare anche sulle sostituzioni: cambia sempre gli esterni perché sono quelli che lavorano di più e vuole che siano belli e freschi per svolgere la sua idea di gioco. È bello non vedere entrare in campo, sull’uno a zero, un difensore centrale per un attaccante o per un centrocampista,  così come accadeva fino a qualche domenica fa, è entusiasmante vedere la propria squadra attaccare con tutti gli effettivi per cercare il secondo gol fino alla fine del match. Ed è fantastico vedere come gli esterni finalmente abbiano il fiato giusto per trasformare il 4-3-3 in fase di non possesso in 4-5-1 e serrare gli spazi col coltello tra i denti. Si può obiettare che in queste due gare si siano affrontati avversari modesti ma, nell’attesa di saggiare il lavoro di Bollini contro rivali più tecnici e forti, possiamo ben dire che la sua mano ha impresso un segno ben marcato nel gioco dei giallorossi. E non era semplice offrire questa prestazione dopo il terremoto societario accaduto in settimana.

Bollini
Alberto Bollini

Ecco, appunto, la società ha annunciato che a fine anno lascerà qualunque cosa accada. Dopo aver gridato “Via i Tesoro da Lecce”, sui social si è incominciato a chiedere agli imprenditori originari di Spinazzola di ripensarci. Mai dire mai, aggiungiamo noi, solo alla morte non si può dire di no.

Anche se, con prove provate, e notizie certe, possiamo assicurare e rassicurare i tifosi che ci sono già delle cordate di imprenditori in un caso, e di addetti ai lavori in un altro, pronte a rilevare il pacchetto di maggioranza dell’Us Lecce e già nelle prossime settimane potrebbe accadere qualcosa. Preferiamo non svelare quelle che sono al momento le nostre notizie certe, oggi potremmo scrivere di reali trattative in corso senza temere di essere smentiti, se volessimo cercare lo scoop, preferiamo però mantenere un profilo basso e attendere ancora, aspettare che i tempi siano maturi per raccontare quello che potrà essere il futuro del Lecce. Un futuro che noi racconteremo ma che sarà deciso da altri. Da giorni ormai raccomandiamo a tutti di essere sereni e lo facciamo con la consapevolezza di chi è certo di quello che dice. I tifosi ora si stringano intorno alla squadra, solo quello conta, solo la maglia. Contestare ora significherebbe “affossare” il volo che i ragazzi di Bollini hanno spiccato domenica scorsa. La serie B è dietro l’angolo, e chissà se, con una promozione nella serie cadetta, la famiglia Tesoro non decida di rimanere in giallorosso

Bisogna avere pazienza, tifare e sognare… non c’è nulla di più bello che riuscire a sognare.

Siate sereni.

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