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Carlo Vicedomini

NARDÒ (di Gabriele De Pandis) – Quando riesci a vincere una partita ben più importante di 90’ giocati su un rettangolo verde la vita cambia, tutto sembra più facile e dentro senti tanta energia in più per affrontare, dominare ed abbattere ogni insidia. In una domenica di un anno fa, Carlo Vicedomini, centrocampista allora in forza al Castelrigone (Seconda Divisione), avvertì improvvisamente un malore alla testa che lo costrinse ad una corsa al Pronto Soccorso; la diagnosi fu subito chiara: meningioma benigno poi asportato con successo dopo la lunga operazione al “S. Maria della Misericordia” di Perugia. Tra  i tanti messaggi di solidarietà arrivati al regista tra le altre di Paganese e Taranto, si ricorda quello dell’U.S. Lecce, squadra in cui Vicedomini è cresciuto, con le t-shirt con su stampato un eloquente “Forza Carletto“, indossate dopo la vittoria col Pontedera lo scorso 16 marzo. Proprio dalla vittoria contro quest’insidiosissimo avversario, definito spesso dallo stesso Vicedomini “la cosa”, parte il racconto del centrocampista di Surbo, oggi faro del Nardò di mister Ragno primo in classifica ed alla ricerca del sospirato salto in Serie D.

Undici mesi fa affrontavi e vincevi una partita difficilissima contro un avversario ben più ostico di una formazione rivale. Cosa provi ripensando a quei momenti?

“Sicuramente quando ho scoperto ‘la cosa’ è stata una botta forte, soprattutto per la mia famiglia; però, dopo aver metabolizzato cosa fosse, ci siamo messi subito al lavoro per tornare prima alla normalità della vita di tutti i giorni e poi, dopo aver saputo di poter riprendere anche a giocare, ho lavorato per rientrare in campo. Vedendomi ora non posso che essere felice, sono in buona salute, corro più di prima e siamo primi in classifica: tutto questo mi fa star bene. Paura di smettere? No, non ci ho pensato. Al primo appuntamento ero travolto da una paura ben più grande, quella di morire. Fortunatamente, è tutto passato.”

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Il messaggio del Lecce a Carlo Vicedomini

Hai scelto Nardò per la tua ripartenza. Ti aspettavi così tanta voglia di riscatto?

“È stata una scelta importante. Mettersi in discussione in Eccellenza dopo tanti anni di professionismo non era per niente facile. Sono arrivato in una piazza blasonata, adatta ad altre categorie, non di certo all’Eccellenza. Di conseguenza non potevo che dare il meglio di me in una squadra seguita con entusiasmo da Lega Pro; il che lo riscontro domenica dopo domenica, anche durante la settimana. Cercherò di fare del mio meglio per ripagare questo pubblico”.

Siete primi in classifica non senza aver passato qualche momento tribolato. Cosa non ha funzionato prima, secondo te?

“Sono state fatte alcune scelte da parte della società poiché, sempre per il bene del Nardò, s’era notato qualcosa che non andava. Magari hanno pagato un po’ d’inesperienza, dal momento che la nostra è una società alle prime armi in una piazza cosi importante ma, ripeto, sono state scelte fatte sempre per il bene del Toro.”

Sei una delle colonne portanti della squadra. Avverti più responsabilità?

“Io da che gioco a calcio sento l’unica responsabilità di fare bene il mio lavoro. Ho avuto la fortuna di avere da luglio a dicembre un grande gruppo ed in più di aver ritrovato dei bravi ragazzi con il rinnovo che c’è stato nell’ultima sessione di calciomercato. Sono fiero di questo gruppo, è quello l’elemento che sta facendo la differenza in campionato, ben oltre la tecnica di ciascuno di noi”.

L'esultanza di Vicedomini dopo il rigore siglato allo scadere di Nardò-Trani
L’esultanza di Vicedomini dopo il rigore col Trani

Il rigore allo scadere con la Vigor Trani ha rappresentato la svolta della tua stagione…

“Sì, da lì è partito un po’ tutto. Sapevo di aver bisogno di tempo per tornare ai miei livelli. Ho sempre lavorato tranquillamente, prendendo qualche critica da qualche tifoso; in ogni caso ci sta, il nostro lavoro è così; io non ho risposto, ho lavorato alla grande, sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Mi conosco per come sono fatto, il rispetto che ho avuto per la gente e per il lavoro mi hanno contraddistinto positivamente anche quando ero a Taranto e Pagani”.

La vittoria sulla SudEst, sesto successo di fila, vi proietta sempre più al duello col Francavilla per la vittoria finale. Quanto pensate allo scontro diretto del 1° marzo?

“All’andata abbiamo fatto, secondo me, un errore: vivere ogni partita pensando al Francavilla. Nello scontro diretto (finito 0-1 per i brindisini con gol di Villa, ndr) ce la siamo giocata, non ci è andato bene un episodio e poi il giovedì successivo in Coppa, quando loro hanno vinto 4-0, abbiamo fatto dei ‘macelli’, io per primo con l’espulsione. È come se si fosse creata una sfida tra noi e loro, ma in realtà non è così. Il campionato è fatto di trenta partite e bisogna ragionare un match alla volta. L’obiettivo si può perdere o centrare anche all’ultima partita in casa contro l’Hellas Taranto”.

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Carlo Vicedomini in azione contro il Galatina

Il prossimo impegno di domenica, in casa contro il Novoli, non si preannuncia facile…

“Sicuramente. E non lo dico tanto per dire. Il Novoli è una sorpresa di questo campionato perché ha un gruppo importante, molti di loro li conosco perché sono di Surbo, il mio paese. So come funzionino i meccanismi lì, giocano insieme da due-tre anni, hanno calciatori di qualità come Scarcella (capocannoniere del campionato insieme a Manzari della Vigor Trani, ndr) e lo stesso Giorgetti, mio ex compagno. Punteranno tutto sull’unità: correre e non mollare mai”.

Fai un tuo appello ai tifosi in attesa della partita.

“Domenica mi aspetto che i nostri tifosi diano un’ulteriore dimostrazione di calore. Confermiamo la grande piazza che è Nardò e riempiamo in massa lo stadio!”

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