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LECCE (di Italo Aromolo) –  La consueta rubrica Match&numeri dimostra come sia un Lecce in versione gambero giallorosso, ossia capace di fare un passo avanti e due indietro. Questo è il turno dei passi all’indietro. La squadra dell’ormai ex mister Dino Pagliari esce sconfitta per 2-1 dallo stadio “Granillo” di Reggio Calabria contro quella che era la cenerentola del girone C, capace di ribaltare l’iniziale svantaggio di Moscardelli con uno spietato uno-due nel finale a firma di Masini e Maimone. La formazione salentina ancora costretta a fare i conti con l’incapacità di chiudere le partite, eterna kryptonite di una squadra rimontata per l’ottava volta in stagione (ben 20 i punti persi). A condannare la prestazione dei giallorossi c’è anche la controprova dei numeri, che evidenziano una preoccupante inversione di tendenza rispetto alla gara con il Matera. Analizziamo le statistiche del match.

I numeri: falle a sinistra in un secondo tempo fantasma. E pensare che i giallorossi erano partiti a spron battuto, mettendo in mezzo 5 palle in area e 4 cross nei primi 8 minuti: un continuo volteggio sulle fasce che aveva portato al gol lampo del Moscardelli e ad una serie di triangolazioni che ben facevano sperare di fronte alla (apparente) arrendevolezza amaranto. Invece, dopo i primi 36 minuti di assestamento (tanto si è atteso per un tiro dalle parti di Caglioni), è venuta fuori la spensieratezza della squadra di Alberti, che ha chiuso la prima frazione in un crescendo di pressing e accelerazioni sulle ali del suo uomo migliore, l’esterno destro Gallozzi. Il Lecce si è affidato alla pochezza di 3 conclusioni da fuori spentesi sul fondo (Herrera, Gomes e Salvi): se non si riesce a tirare dall’interno dell’area di rigore, c’è indubbiamente qualcosa che non funziona nei meccanismi offensivi.analisi Reggina-Lecce 2-1Il secondo tempo di una gara continuamente spezzata falli (ben 38, uno ogni 150 secondi!) ha visto l’eclissi della formazione giallorossa: da non credere come negli ultimi 10 minuti di gioco (a partire cioè dal gol di Maimone) Abruzzese e soci abbiamo recapitato in area reggina circa il doppio delle palle giocate nei precedenti 40 giri di lancette (6 palle in area reggina dal 45’ all’85’ contro le 10 dall’86’ al 95’). Ben diverso lo spirito dei padroni di casa, che con le loro 18 palle in area non ha creato chissà che in termini di palle gol (coefficiente di pericolosità pari a 0,1) ma hanno machiavellicamente sfruttato le loro uniche 3 conclusioni a rete.

Un altro dato eloquente riguarda la provenienza dei cross prodotti dalla formazione calabrese: l’85% di questi (13/15) ha avuto origine dalla fascia destra dello scacchiere amaranto, presidiata dal terzino giallorosso Di Chiara. L’ex difensore del Catanzaro non ha brillato come la precedente uscita e proprio dalla sua zona di competenza sono nati i traversoni che hanno portato ai due gol. Ottima, infine, la prova di Checco Lepore. Il ragazzo del quartiere “San Pio” è stato l’unico a rendersi pericoloso nel secondo tempo: 2 tiri, 4 cross ed una sterminata mole di gioco creata rappresentano una delle poche note liete nella triste serata giallorossa.

Di seguito, tutte le statistiche di Reggina-Lecce:

TIRI IN PORTA             Reggina 3Lecce 3
TIRI FUORI E/O RESPINTIReggina 2Lecce 7
CROSS EFFETTUATIReggina 15Lecce 17
FALLI SUBITIReggina 20Lecce 18
PALLE IN AREAReggina 26Lecce 30
CORNERReggina 6Lecce 3
OFF-SIDEReggina 1Lecce 3
COEFF. PERICOLOSITÀReggina 0,19Lecce 0,33

 

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