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logo-regginaLECCE (di Italo Aromolo e Tommaso Micelli) – Leggi i nomi di Belardi, Cirillo ed Aronica nella formazione della Reggina e pensi di aver sbagliato epoca. Siamo forse tornati indietro di dieci anni, quando il portiere campano, l’ex difensore dell’AEK Atene e il “lucchetto palermitano” difendevano la porta di una Reggina che lottava per rimanere in Serie A? Non proprio. È invece l’ultima trovata di mercato del patron Lillo Foti che, per risollevare le sorti di una squadra sprofondata all’ultimo posto in classifica, ha riscosso l’orgoglio di questi tre ex campioni del passato convincendoli a vestire nuovamente la maglia amaranto e a dare una mano alla ormai disperata causa calabrese. L’undici allenato da mister Alberti ha conquistato appena 11 punti fin qui e, al netto della penalizzazione di 4 punti, si trova ad un tiro di schioppo dal penultimo posto occupato dall’Aversa Normanna. Tra le mille difficoltà societarie che hanno portato a giocatori fuori rosa e contestazioni ad alta tensione, l’obiettivo play-out continua a rimanere alla portata. Per alimentare le speranze dei sempre meno fedelissimi, una dura prova di resistenza è richiesta agli amaranto nella sfida odierna contro il Lecce. Tra rendimento stagionale, operazioni di calciomercato e uomini più pericolosi conosciamo meglio il prossimo avversario dei salentini.

Rendimento Stagionale – Quando una squadra col blasone della Reggina scende in Lega Pro dopo tanti anni di militanza in Serie B e Serie A, ci si aspetta un campionato di vertice e che l’obiettivo finale sia rappresentato dalla promozione, dai play-off o che quanto meno si faccia di tutto per non sfigurare, ed è un peccato quando ci si rende conto che queste aspettative sono state disattese. La Reggina che dopo esattamente vent’anni è tornata a giocare nella terza serie italiana, invece, appare come una barca in balia delle onde: sono arrivati, per rimanere in tema, tre lupi di mare (i già citati Belardi, Cirillo e Aronica) per cercare di portarla in porto, ma se lo scafo è rotto (una dirigenza che ha perso ogni entusiasmo) e si imbarca acqua (punti di penalizzazione) diventa quasi impossibile non naufragare. In realtà, se per chi la vive da fuori quelle arrivate da Reggio risultano delle amare sorprese, non deve essere la stessa cosa per chi ha allenato questo gruppo fin dall’inizio e prova ne sono le dichiarazioni che Francesco Cozza, dopo una sconfitta per 2-0 (umiliante più in termini di prestazione che di risultato) rimediata in casa del Lecce, rilasciò nella sala stampa del Via del Mare. Il tecnico dichiarò che per una squadra giovane ci può stare di subire una sconfitta contro i giallorossi e che l’obiettivo stagionale sarebbe stato rappresentato dalla salvezza. È un discorso che ci può stare, ma non se si parla della Reggina e se si è alla quarta giornata con una situazione più che recuperabile. A conferma dell’aria pesante che, già ad inizio campionato, si respirava in squadra, lo stesso ex attaccante del Lecce dichiarò di essere molto deluso dalla prestazione dei suoi e di essere pronto a schierare la formazione Berretti in caso di altre prove analoghe. Non proprio dichiarazioni all’ordine del giorno. Adesso, al posto di Cozza, in panchina siede Alberti ma la situazione non sembra essere granché migliorata: la squadra del patron Foti ha conquistato cinque punti nelle ultime quattro partite che seguono un devastante filotto di sette sconfitte consecutive. C’è anche da dire che, prima della netta sconfitta per 4-1 nel sentitissimo derby dello Stretto, la Reggina non aveva mai mantenuto l’imbattibilità per tre turni in questa stagione. Il Lecce, quindi, risulta sicuramente favorito nel match del Granillo ma è una sfida da non sottovalutare.

I tre top-player. Tre giovani calciatori, uno per reparto, rappresentano le poche note positive di una rosa che ha deluso in tutti i suoi effettivi, a partire da chi probabilmente ha perso stimoli (il veterano Di Michele) fino a chi non si è mai ambientato a dovere (il paraguaiano Aquino). In difesa, il top-player è Vincenzo Camilleri, 22enne prodotto del vivaio: l’ex wonder-boy del calcio italiano, in passato coccolato da Chelsea, Juventus e da tutte le Nazionali minori, è tornato alla casa madre dove sta parzialmente riscattando (16 presenze fin qui) la negativa esperienza di Barletta nello scorso torneo. Ormai al terzo anno di militanza in Calabria, Marco Armellino è una delle pedine insostituibili del centrocampo di Alberti: l’ex Sorrento, che ha saltato solo 90 minuti in tutta la stagione, è finito nei radar di mercato di diversi club di Lega Pro, tra cui il Como. In avanti, ecco il giovanissimo brasiliano Louzada: dopo i 2 gol in 3 partite nel mese di ottobre, il promettente classe ’94 ha iniziato un lungo periodo di digiuno che si protrae ormai da 11 partite. Dopo il divorzio con Insigne e Di Michele, su di lui grava tutto il peso dell’attacco amaranto: reggerà?

Cirillo, Belardi e presidente Foti
Cirillo, Belardi e il presidente Foti

Calciomercato – Mentre la società calabrese punta sull’esperienza di Cirillo, Belardi e Aronica ma lascia fuori rosa David Di Michele che, due anni fa, aveva preferito la maglia amaranto a quella giallorossa, la situazione che riguarda più da vicino il Lecce è quella relativa a Roberto Insigne, fratello d’arte dell’attaccante del Napoli, Lorenzo, che Antonio Tesoro ha inseguito a più riprese in questa sessione invernale di calciomercato. Nonostante il ragazzo sia in aperto contrasto con la società ed abbia fatto ritorno nella sua Napoli già da qualche giorno disertando gli allenamenti, il presidente Lillo Foti rifiuta categoricamente l’idea di “girarlo” al Lecce ed è scettico sulla possibilità di permettergli di indossare in serie B la maglia del Catania in questa seconda metà di campionato: l’alternativa sarebbe fargli fare sei mesi da fuori rosa. I motivi di questo astio nei confronti del Lecce sono riconducibili ad una vicenda che riguarda il passaggio di Cacia dal club salentino a quello calabrese che non avrebbe pagato il corrispettivo economico ammontante a quasi mezzo milione di euro. In estate il Lecce aveva deciso di rivalersi tramite un decreto ingiuntivo ma poi la questione è stata risolta con condizioni relativamente favorevoli per il club reggino che, anche grazie a questo accordo, ha potuto effettuare l’iscrizione alla Lega Pro. Per quanto riguarda l’altro fuori rosa, il classe ’76 Di Michele che mister Alberti non ha convocato per scelta tecnica, pare concreto l’interesse del Como nel quale l’attaccante romano ex Lecce potrebbe chiudere la carriera. La questione Cacia ed un datato gemellaggio tra i tifosi reggini e quelli baresi contribuiscono a rendere più agguerrito un match in cui la conquista dell’intera posta in palio è troppo importante per entrambe le formazioni.

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