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Filomena D'Antini Solero
Filomena D’Antini Solero

Terza edizione di “Lavoratrici” il progetto di formazione, scrittura e messinscena sulle donne e il lavoro, voluto e sostenuto da Filomena D’Antini Solero, consigliera di Parità della Provincia di Lecce con la collaborazione dell’Ammirato Culture House e dell’associazione Nasca Teatri di Terra.

Due le giornate in cui si svolgerà l’evento in via di Pettorano nella sede dell’Ammirato culturale House; si parte sabato 24 gennaio dalle 16 alle 20 con il laboratorio teatrale sul tema violenza sul luogo di lavoro. Alle 21 andranno in scena delle donne che hanno già lavorato sull’argomento: Rosanna De Luca (attrice), Valentina Elia (danzatrice), Lucia Minutello (cantante), Giorgia Santoro (musicista), Irma Palumbo (pittrice). Sia le prove, che le esibizioni, sono aperte al pubblico

Domenica 25 gennaio si prosegue coi lavori dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; Alle ore 20.30 i materiali prodotti nelle due giornate saranno condivisi con il pubblico e alle ore 21 si terrà la presentazione del documentario “Lavoratrici”, realizzato dalla giornalista, scrittrice e videomaker Alessia Di Giovanni. Il documentario segue il lavoro realizzato in sette giorni, durante il laboratorio “Lavoratrici” nel 2013, da Ippolito Chiariello.

Filomena D’Antini Solero spiega così l’iniziativa: “Il laboratorio Lavoratrici si conferma un importante momento di riflessione e confronto su un tema purtroppo ancora di grande attualità. Sul lavoro, infatti, nel nostro Paese, più che in altri, le donne continuano a subire una discriminazione silenziosa. Gli ultimi dati Istat, riferiti a novembre 2014, lo confermano: mentre il tasso di occupazione maschile, pari al 64,5%, rimane invariato sia rispetto al mese precedente sia su base annua, quello femminile, molto più basso, e pari al 46,5%, diminuisce di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti in termini tendenziali. Sappiamo, inoltre, da altri dati anche europei, che se le donne hanno mediamente un titolo di studio più qualificato ed un impegno professionale maggiore rispetto ai colleghi uomini continuano a percepire una retribuzione inferiore. La loro carriera, inoltre, viene sacrificata per occuparsi dei figli e la crisi economica ha peggiorato questa situazione già non rosea. Davanti al persistere di questo ritardo culturale e civile dobbiamo quindi interrogarci, riflettere  e proporre possibili vie d’uscita. Nel suo piccolo, l’esperienza del progetto Lavoratrici va proprio in questa direzione”.

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