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legari gallipoli
Lorenzo Legari

GALLIPOLI (di Gabriele De Pandis) – “Cercherò di onorarla al meglio”. Così Lorenzo Legari, capitano del Gallipoli, sintetizza le emozioni del suo primo mese e mezzo da capitano del Gallo dopo il cambio al timone del sodalizio di Lungomare Galilei. L’approccio visto sul campo, sia a livello personale, sia da una formazione “guerriera” su ogni pallone, sembra proseguire nella giusta direzione. La crescita di Legari prosegue in modo verticale nella mediana giallorossa ed il Gallipoli, pur non riuscendo a raccogliere appieno quanto seminato, specialmente nell’ultima partita di Brindisi, è alla ricerca di qualche altro acuto che porti all’auspicata salvezza.

Quanto è importante la partita con l’Arzanese?

“Tanto, perché ci porterebbe quasi al traguardo. Importante per andare in pausa più tranquilli (la prossima giornata sarà disputata l’8 febbraio, ndr), un buon risultato ci darebbe tanta consapevolezza. L’Arzanese ha bisogno di far punti, la loro situazione non è delle migliori e noi non dobbiamo sottovalutare quest’impegno, la loro posizione, né i punti che hanno. Come altre squadre che sono venute al ‘Bianco’, giocheranno per il pari; si chiuderanno e cercheranno di colpirci in ripartenza. Noi comunque dobbiamo pensare a noi stessi; vincere ci permetterebbe di affrontare meglio la trasferta di Monopoli”.

Brucia molto la sconfitta di domenica col Brindisi?

“Sì, brucia troppo. E dire troppo è riduttivo nel descrivere la nostra sensazione. Abbiamo fatto l’errore di entrare timorosi nei primi 15 minuti, quasi in attesa di prendere lo schiaffo. Ci dispiace perché abbiamo costretto alla difesa strenua una squadra forte come il Brindisi nella propria metà campo per ben 40 minuti; nessuno se lo sarebbe immaginato dato che partivamo sfavoriti dopo tutto quel che è successo”.

A livello personale sei contento della prestazione?

“Mi conosco ed al ‘Fanuzzi’ potevo fare di più ma, d’altra parte, sono contento dei miglioramenti che sto ottenendo nelle ultime giornate”.

Legari in azione nella partita contro il Francavilla
Legari in azione nella gara col Francavilla

Ora ti trovi con una posizione ben precisa di regista in un centrocampo a quattro, dopo la prima fase spesa in modo discontinuo nel terzetto di centrocampo…

“Si, è proprio così. Sento la fiducia del mister e grazie a lui ho anche la fascia di capitano…”

Come ti senti ad essere il capitano di questo Gallipoli?

“Beh, è difficile descriverlo. Per me è un sogno; quando fai tanti sacrifici, vedersi con quella fascia addosso è un’emozione indescrivibile. In campo subentra il cuore, lotto con il cuore e da gallipolino cercherò di onorarla al meglio”.

Sei cresciuto nel settore giovanile del Lecce. Cosa ricordi?

“Ricordo Carmine Bray, un padre oltre che una guida calcistica. Falcone, Falco, Scialpi e Benvenga si sono confermati a buoni livelli. Qualcuno che non ha ancora raccolto ciò che merita? Il mio compagno Paolo Rizzo, non lo scopro certo io; senza dubbio è un ragazzo che, secondo me, avrebbe meritato molto di più”.

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