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TOPFLOP
TOP&FLOP di Lecce-Vigor Lamezia

LECCE (di Carmen Tommasi) – Il Lecce non riesce più a vincere nemmeno in superiorità numerica, non riesce a giocare senza soffrire e non riesce ad incidere con delle trame di gioco in grado di far cambiare le sorti del match. Neanche la breve “cura” Dino Pagliari in casa giallorossa ha portato gli effetti sperati e con la Vigor Lamezia, nella prima gara del 2015, è finita con un 3-3 e con tanti punti interrogativi da approfondire. Domenica arriva la Lupa Roma al “Via del Mare” e non c’è più tempo per riflettere: bisogna vincere. O meglio: “Giocare insieme” come piace dire all’allenatore di Macerata.

DIFESA
Top
Nicholas Caglioni ne prende tre, ma ne salva molti di più. Il gigante bergamasco in una delle giornate più nere della sua difesa cerca di salvare il salvabile in una partita iniziata male e finita ancora peggio. Nel match delle tante disattenzioni difensive, e non solo, (che ha patito oltremisura l’assenza del centrale Giuseppe Abruzzese e a destra quella dell’infortunato Daniele Mannini) il portierone giallorosso ha la sola pecca sul finire del match di appoggiare il pallone per il compagno Donida al posto di spazzare la sfera il più lontano possibile. Decisamente bene tutto il resto.

Flop
Per Nicolò Donida l‘errore che innesca l’azione del 3-3 è solo la drammatica fine di una partita nera, nerissima. Il mancato lancio lungo del terzino destro di Cremona, dopo il passaggio di Franco Lepore, è costato due punti ai leccesi.  Per il resto, l’ex Como quando può cerca di spingersi in avanti, ma lo fa sempre in malo modo ed è impacciato in fase difensiva, tremendamente insicuro. A tratti, imbarazzante.

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Franco Lepore

CENTROCAMPO
Top
Il gol che sognava da anni, quello sotto la sua amata Curva Nord, finalmente è arrivato: Checco Lepore ha segnato il suo primo gol stagionale in giallorosso, una vera e propria perla, dopo quello della stagione 2009-10 in serie B con De Canio in panchina. Lo fa fatto, però, nella giornata sbagliata come lui stesso ha dichiarato con amarezza in sala stampa a fine match, ma va bene così. Solito cuore, naturalmente giallorosso.

Flop
E vai con il festival dei flop a partire da Alessandro Carrozza (l’ex Verona rimane in campo per 56′ e non ne indovina una: sbaglia anche gli appoggi più semplici e non è da lui. Un giocatore del suo calibro dovrebbe essere protagonista in terza serie: il Lecce lo aspetta e anche in “fretta”. Fuori fase), seguito da Abdou Doumbia (altra partita da dimenticare per il franco maliano: l’ex Parma non riesce quasi mai ad incidere sulla fascia di propria competenza e come se non bastasse regala la palla del 2-2 agli avversari. Esageratamente svogliato, indeciso anche nelle giocate basilari e lontanissimo dal tanto amato “Dudù” della passata stagione. Inexistant, lui capirà) e dal brasiliano Filipe Gomes Ribeiro (il 27enne ex Perugia inizia il match nel peggiore dei modi: con un retropassaggio di testa sbagliato “crossa” per Dal Sante che con l’errore successivo commesso da Donida porta i calabresi in vantaggio, e poi “Fili” passeggia lentamente per il resto del match a suon di passaggi fuori misura, sicuramente condizionato dallo svarione iniziale. Ainda em férias). Prova non positiva, ma vicina alla sufficienza, quella del connazionale Gabriel Sacilotto che, però, fa gli straordinari e corre per due in aiuto dei compagni di reparto in difficoltà. Senza bussola, ma pur sempre generoso.

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Fabrizio Miccoli

ATTACCO
Top – L’unico a salvarsi, se non uno dei pochi, nel momento peggiore della partita dei giallorossi contro gli uomini di Alessandro Erra è stato capitan Fabrizio Miccoli. E non solo per la punizione magistrale che ha portato sul momentaneo 1-1 i salentini: il capitano a tratti sembra rinato e al cambio viene giustamente applaudito dal pubblico amico. In due occasioni è bravo il portiere avversario, Antonio Rosti, a negargli il gol. Bentornato “Fabri”.

FlopLuigi Della Rocca viene buttato nella mischia dal tecnico marchigiano al posto di capitan Fabrizio Miccoli al 33′ della ripresa, ma nonostante l’impegno l’ex Cremonese è come se non fosse mai entrato in campo. Ha un’occasione per rendersi decisivo, ma sbaglia anche questa volta pur essendo più fresco dei compagni di squadra. Porta “maledetta”.

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