
LECCE (di Carmen Tommasi) – Di certo non sognava un esordio così. Inizia con un 3-3 in rimonta, sofferto e con il Lecce in superiorità numerica per tutto il secondo tempo l’avventura del tecnico Dino Pagliari sulla panchina giallorossa e con la squadra sommersa dai fischi del “Via del Mare” a fine match: “Se abbiamo regalato tanto? Forse tutto e lo avete visto anche voi, non c’è molto da dire. Abbiamo preso gol –esordisce l’ex Pisa- dopo pochissimi minuti, una rete che avrebbe abbattuto qualsiasi squadra, ma poi ci siamo rimessi in careggiata e sono stati bravi anche i nostri avversari. Onestamente, però, in questa sconfitta ci abbiamo messo del nostro, nonostante i bei gol di Miccoli, Lepore e Moscardelli”.
LECCE MALATO – La squadra sembra non riuscire a reagire, ormai da tempo, alle difficoltà e la piazza chiede degli interventi della società sul fronte calciomercato in entrata: “Datemi il tempo di capire la gente che ho a disposizione e poi vediamo. Gli errori sono collettivi e io non credo negli errori individuali. Penso che sia una forma mentis in generale che va resettata. Se vinci 3-2 in superiorità numerica devi mettere una saracinesca e chiudere la gara. Parlerò domani con i miei ragazzi, perché dopo la partita non lo faccio mai”.
GIOCARE INSIEME – Il neo allenatore giallorosso vuole solo una “cosa” dalla sua squadra: “Cosa mi ha deluso di più della gara di oggi? La gente deve giocare insieme e i miei ragazzi lo sanno, dobbiamo imparare a farlo e dobbiamo migliorare in questo. Gli aspetti positivi? Abbiamo fatto 3 gol e ne potevamo fare 6 o 7 altri, ma se ne hai preso tre non va bene”.
FILIPE SPENTO? – A chi gli chiede se ha visto in mediana un Filipe Gomes Ribeiro giù di tono, Pagliari “glissa” così: “Non è corretto parlare dei singoli, non lo faccio mai. Dentro il Lecce non ci sta solo lui; Filipe si è allenato meno giorni con noi. Non ha perso solo lui, ma siamo noi ad aver riaperto una gara chiusa. I problemi della mia squadra? L’errore individuale può essere coperto dagli altri, è un gruppo che deve costruire una propria identità che deve essere netta, solo questo…”