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Gianni Montrone (foto acdnardo.it)
Gianni Montrone (foto acdnardo.it)

NARDÒ (di G.De Pandis)- Gianni Montrone c’è; garantisce mister Ragno. Il difensore cresciuto nelle giovanili del Bari è, assieme all’altro centrale Antonio Anglani, l’ultimo arrivo in casa Nardò. Il centrale barese, arrivato in granata dal Bitonto, è stato richiesto dal neo-tecnico Ragno, il quale ha ampia fiducia del potenziale apporto di Montrone nell’economia della difesa neretina. Il classe 1986 ha già saggiato il nuovo Nardò del trainer molfettese da avversario, infatti, la prima partita della gestione Ragno fu proprio il match in casa del Bitonto al “Degli Ulivi, anche se il giudizio del difensore sui primi giorni col Toro esula da quella partita: “La partita che ho giocato contro il Nardò è stato un match nato e morto lì, le due espulsioni per il Bitonto hanno tracciato un solco che poi non ha permesso una partita con tanto da dire. Sicuramente, il Nardò aveva già una base di squadra ottima. L’arrivo del mister (Ragno, ndr) ha dato quella mentalità vincente. Come è stato il mio arrivo? Nei primi giorni di allenamento ho notato un gran bel gruppo ed un’ottima squadra”. La scelta di sposare il progetto del Nardò è stata rapidissima: “Quando ho ricevuto la chiamata del mister che mi consigliava di venire qui ho accettato senza dubbi. Nardò non è di certo una piazza che si scopre oggi, ci ho giocato contro in Coppa con la maglia del Martina e sono rimasto molto impressionato”. Il ventottenne barese non ha dubbi quando si parla dell’apporto di mister Nicola Ragno per un campionato di vertice: “La cosa più importante che deve fare ora questa squadra è incarnare la mentalità vincente del mister, seguendo alla lettera le sue idee”. Al passo avanti sul piano del gioco visto già domenica contro la capolista Vieste, il Toro deve affiancare un segnale forte, con una vittoria che in casa manca da tre partite da riacciuffare domenica contro l’Altamura: “Bisogna vincere. Conosco un po’ l’avversario, ci ho giocato contro quando ero a Bitonto. Sono una squadra spavalda, concedono molto; noi, specialmente con Palmisano e Bozzi, possiamo far loro molto male negli spazi. Dobbiamo avere la mentalità vincente, da dimostrare mettendo alle corde l’avversario fin dal 1’ con la forza dell’organizzazione, tanto da convincerlo dell’impossibilità di strappare dei punti”.

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