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esultanza gelbison
L’esultanza di Varriale dopo il gol

GALLIPOLI (di Gabriele De Pandis)- Il calcio a Gallipoli si ferma. Cinque parole che riecheggiano come un tuono scagliatosi sullo sfondo del mare agitato appena fuori dallo stadio “Bianco“. L’ormai dimissionario presidente Marcello Barone chiude nel modo più triste la domenica di Gallipoli-Gelbison, sul campo finita con uno 0-1 per gli ospiti più propositivi e quadrati rispetto ad un Gallo fumoso ed incapace di far valere la propria superiorità sulle corsie laterali. Il futuro ora è indecifrabile, il presidente è pronto a dare le chiavi della squadra al sindaco Errico e già da domani, data in cui si aprirà anche il mercato, si prospetta lo svincolo per tutti i tesserati. Il calcio a Gallipoli è seriamente in pericolo a soli quattro anni dal fallimento del 2010.

Lo striscione della tribuna centrale
Lo striscione della tribuna centrale

Primo tempo– In questo quadro, sceneggiatura tipica degli altrettanto costanti problemi nel fare calcio al Sud, la partita ha avuto quasi un ruolo di cornice. Il Gallipoli, con Stranieri e Cornacchia squalificati, perde nel riscaldamento anche Pietro Sportillo, già in dubbio per problemi alla caviglia: al posto del centrale ex Taranto c’è Puglia, adattato al fianco di Casalino. In attacco, Tedesco non parte dal 1′ a causa di uno stato febbrile che l’ha tenuto lontano dal campo negli ultimi giorni e al suo posto, insieme a Presicce e Negro, va Volpicelli. La partita comincia con i ritmi bassissimi che caratterizzano l’intero match. La Gelbison chiude la via agli esterni del Gallipoli giocando con i reparti vicini ma, grazie alla corsa degli jonici Mariano e Legari non riesce a imporsi sulla mediana. La vicinanza dei reparti da parte della squadra di Logarzo necessita di meccanismi perfetti, ma al minimo errore cilentano il Gallo può spingere: al 9′ Presicce pesca Negro che tira mirando il secondo palo ma conclude alto di poco. 60 secondi dopo la Gelbison ci prova con Santonicola da 20 metri ma il tiro è fuori misura. I cilentani giocano meglio e l’ambiente del “Bianco“, caratterizzato dalle opposte fazioni sulla vicenda societaria (Curva Sud ostile alla gestione Barone, solidale la tribuna che gli suggerisce di non mollare) non aiuta i ragazzi di Volturo. Un “buco” di Zaminga al 12′ avvia una percussione di Bovi che porta al tiro dal centro dell’area Marmoro: la conclusione dell’11 rossoblù è però alta. Emilio Volpicelli, perno centrale di un attacco giallorosso orfano di Tedesco, cerca ancora la giocata ad effetto con un tiro dal posizione decentrata in area che attraversa tutto lo specchio della porta. Gli jonici costruiscono calcio, ma arrivati sulla trequarti non riescono ad innescare la reazione giusta. Il classe 1996 Rotunno cresce ancora, e con Negro ha un ottimo interlocutore sull’asse sinistro. Le occasioni però sono di marca cilentana: al 22′ Puglia deve sventare dopo una lettura di un rimbalzo non perfetta e al 27′ una pennellata di Tricarico su punizione trova la testa di Pastore che conclude a lato di poco. L’orgoglio gallipolino si muove ancora sull’asse mancino degli scuola Lecce Rotunno-Negro: lancio del giovane di Maruggio e tiro alto dell’ex Fermana che non capitalizza dopo aver eluso la tattica del fuorigioco. Dopo un giro di lancette c’è la seconda fiammata di Emilio Volpicelli: tiro dai 20 metri che fa la barba al palo della porta difesa da Spicuzza. A centrocampo Legari gioca palloni in quantità industriale, ma al 42′ è ancora Rotunno a disinnescare un buon contropiede rossoblù.

Andrea Presicce
Andrea Presicce

Secondo tempo– Logarzo passa al 4-3-3 e la Gelbison si dispone ancora meglio in campo, con Marmoro e Tulimieri ai lati del cannoniere Varriale. Il Gallipoli cerca di mantenere il piglio del gioco, ma senza rendersi pericoloso. Prima un invito centrale di Mariano non è colto da Volpicelli e poi una punizione dello stesso ragazzo di Scampia da ottima posizione finisce un metro al di sopra della traversa. Al 12′ l’episodio decisivo: Santonicola entra in area e sposta il pallone quel tanto che basta per eludere l’intervento di Costantino che lo tocca in modo falloso. Calcio di rigore realizzato da Varriale che raggiunge quota 7 gol spiazzando il portiere francavillese. Un diagonale di Tulimieri al 13′ e un guizzo di Varriale, entrambi alti, proseguono l’onda lunga dell’entusiasmo per il gol della Gelbison prima della sfuriata giallorossa, condotta a testa bassa. Al 19′ Presicce serve Legari che tira debolmente e al 22′, a parti invertite, l’attaccante neretino su assist dell’ex Maglie conclude ancora in modo fiacco, agevolando il lavoro di Spicuzza. Giuseppe Negro cerca di dare il giusto contributo a modo suo, con le solite accelerate, ma la mira odierna degli attaccanti giallorossi non è buona. Volturo si gioca tutte le sue carte offensive, lanciando nella mischia Mattia Negro e Mino Tedesco per Mariano e Volpicelli, ma il risultato non cambia e le occasioni latitano ad arrivare. Il Gallo produce, spedisce tante palle al centro, ma senza effetti, Cacace e Pastore gestiscono bene gli attacchi avversari. Al 35′ su corner di Legari, Tedesco gira di testa nell’area piccola e Mattia Negro insacca anticipando tutti, ma in posizione di offside. La rabbia al “Bianco” aumenta, i toni della contestazione prendono la scena e tutte le speranze di pareggio s’infrangono sul calcio di punizione tirato debolmente da Legari in pieno recupero, dopo che al 43′ Marmoro s’era divorato una colossale occasione da rete, mandando la sfera alta dall’area piccola dopo il più classico dei contropiedi in 2 contro 1 condotto da Varriale.

L'invasione di campo sedata dagli uomini giallorossi
L’invasione di campo sedata dagli uomini giallorossi

Il cielo plumbeo su Gallipoli simboleggia la situazione difficile, con il picco di un’invasione di campo subito sedata dagli stessi giocatori del Gallo. Al fischio finale la contestazione ha come destinatari anche i giocatori, accusati di scarso impegno.

Dopo la partita il capitano giallorosso Achille Casalino e il senatore Pietro Sportillo hanno incontrato una delegazione di tifosi fuori dal “Bianco” per confrontarsi sul delicato momento della società.

Capitan Casalino sotto la curva dopo il fischio finale
Capitan Casalino sotto la curva dopo il fischio finale

Il tabellino

SSD Gallipoli – Gelbison Vallo Della Lucania 0-1

Gallipoli (4-3-3): Costantino; Gigante, Puglia, Casalino, Rotunno; Mariano (32’st M.Negro), Zaminga, Legari; Presicce, Volpicelli (32’st Tedesco), G.Negro. A disposizione: Passaseo, Alessandrì, Solidoro, Sportillo, Levanto, Filoni, Riezzo. Allenatore Sergio Volturo.

Gelbison (4-4-2): Spicuzza; Consiglio, Pastore, Cacace, Marchesano; Marmoro, Bovi (40’st Iorio), Tricarico, Santonicola; Varriale, Tulimieri (29’st Sorrentino). A disposizione: Crocamo, Criscuolo, Di Filippo, Manzillo, Monzo, Torraca, Maiese. All. Pasquale Logarzo.

Arbitro: Cosimo Cataldo di Bergamo

Assistenti: Giuseppe Ditto di Reggio Calabria e Fernando Cantafio di Lamezia Terme (CZ).

Il colloquio tra i calciatori Sportillo e Casalino e i tifosi jonici
Il colloquio tra i calciatori Sportillo e Casalino e i tifosi jonici

Marcatore: 11’st rig.Varriale

Ammoniti: 36′ Casalino (Ga), 40′ Costantino (Ga), 24’st Tulimieri (Ge)

Note: pomeriggio nuvoloso, temperatura 18°C. Terreno in erba sintetica. Spettatori 400 (di cui 5 provenienti da Vallo della Lucania) Calci d’angolo 4-3, in fuorigioco 3-3, tiri 7-6, tiri in porta 2-1. Recuperi 0’pt 5’st

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