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indexScuola, strano, ma vero: bambini e ragazzi mostrano una crescente difficoltà a scrivere a mano. Molti hanno perso la capacità di usare il corsivo e lo sostituiscono con caratteri stampatelli, affiancati gli uni agli altri. Per indagare sulle origini di questa recessione, l’università Roma Tre ha lanciato un esperimento i cui risultati sono stati illustrati oggi nel corso di un convegno al Museo nazionale romano.

“C’è una evidente relazione tra questa caduta della scrittura manuale e la diffusione di mezzi digitali” dice Antonella Poce, ricercatrice e docente di pedagogia sperimentale al dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre, “Ci si deve chiedere però se ci si trovi di fronte solo a un cambiamento tecnico nella produzione dei segni, oppure se al diverso modo di scrivere corrispondano cambiamenti nell’attività mentale che, in particolare nel caso dei bambini e dei ragazzi, possono produrre conseguenze negative”.

Quel che gli studiosi delle neuroscienze stanno osservando, spiega Poce, è che alla diffusione dei mezzi digitali corrisponde una diminuzione della memoria, della capacità di orientamento spaziale e una meno precisa percezione delle relazioni temporali. “Da un punto di vista educativo la diminuzione della capacità di scrittura manuale appare spesso associata a una più limitata capacità di coordinamento percettivo-motorio: è come dire che si osserva una sorta di rottura del rapporto tra pensiero e azione”.

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