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Gigi GarzyaLECCE (di Italo Aromolo) – Quando si parla degli Anni ’80, un po’ tutti i tifosi del Lecce chiudono gli occhi e si mettono a sognare. Li rimpiange chi ha avuto la fortuna di viverli sugli spalti, chi li ha potuti narrare alle cronache e persino chi, non ancora nato, li ha soltanto ascoltati dai racconti di genitori e nonni. Figurarsi poi chi, la storia di quegli anni, ha contributo a scriverla in prima persona con la maglia giallorossa sul petto: Luigi Garzya, per tutti Gigi, è stato uno dei grandi protagonisti del Lecce di Carletto Mazzone che conquistò una promozione in Serie A e due salvezze nella massima serie. Salentino doc, lo stopper di San Cesario di Lecce ha giocato giovanissimo nella squadra della sua città tra il 1985 e il 1991, prima di imboccare le vie del grande calcio con le maglie di Roma e Torino: oggi, a dieci anni dal ritiro, si è dedicato ai giovani nel ruolo di allenatore della formazione Primavera del Trapani. Passato alla storia della satira calcistica per il suo celebre strafalcione linguistico: “Sono pienamente d’accordo a metà col mister”, l’abbiamo raggiunto telefonicamente per una chiacchierata su passato e presente del Lecce e non solo.

Mister, come sta andando quest’esperienza sulla panchina della “Primavera” del Trapani?

“Abbastanza bene, sono ormai al secondo anno di fila sulla panchina granata: la scorsa stagione, essendo stata la prima nel campionato Primavera per una società neopromossa come il Trapani, abbiamo incontrato qualche difficoltà ma dopo dodici mesi di assestamento posso dire che oggi le cose vanno molto bene. Allenare i ragazzi è qualcosa di molto gratificante, anzi direi necessario ed indispensabile per chi inizia ad allenare: si può sbagliare senza che nessuno ti assilli”.

Garzya e PasculliSta seguendo il Lecce nella sua odissea in Lega Pro?

“Certamente e sono convinto che questo sarà il suo ultimo anno in Lega Pro. Ormai i giallorossi si sono calati nella mentalità e hanno capito certi errori che non credo commetteranno ancora. I tempi sono maturi ed anche a livello di organico la situazione è ottimale: insieme alla Salernitana, il Lecce è indubbiamente la squadra più forte. Poi, è chiaro che non è mai facile vincere un campionato, soprattutto se lungo e difficile come quello di Lega Pro”.

Nel Lecce di Carletto Mazzone, Gigi Garzya era uno dei salentini doc insieme ad Antonio Conte e Francesco Moriero. I suoi due compagni d’avventura oggi allenano ma vivono momenti agli antipodi: Conte alla guida della Nazionale Italiana, Moriero alle prese con l’esonero in quel di Catanzaro.

“Due grandi amici prima che colleghi. Sono contento per Antonio, che reputo uno dei migliori allenatori al mondo. Sempre con idee innovative e vincenti; in Italia è una spanna sopra tutti. Anche Moriero è bravo e preparato, lo garantisco io che ne sono stato vice per tanti anni (dal 2007 al 2011, ndr) anche se poi ho deciso di separarmi per poter fare un’esperienza in prima squadra. Non è facile oggi lavorare nel calcio: quando le cose vanno male, l’allenatore non può certo cambiare venti giocatori”.

Tre partite di importanza cardinale che lei ha giocato nella stagione 1988/’89 e che sono entrate nella storia del calcio salentino: Lecce-Torino 3-1, Lecce-Juventus 2-0 e Lecce-Atalanta 2-1, gara quest’ultima in cui ha realizzato il suo primo ed unico gol in Serie A. Se ne dovesse scegliere una?

Garzya“Eh, domanda molto difficile (sorride, ndr). Egoisticamente direi Lecce-Atalanta: realizzai il gol del 2-0 due minuti dopo esser subentrato a Levanto. Ma anche le altre due rappresentano ricordi bellissimi ed indelebili: la vittoria contro la Juve, una delle grandi di sempre, e quella contro il Torino, che valeva la permanenza in Serie A del Lecce e condannava i granata alla retrocessione”.

Nella seconda metà degli Anni ’90, è diventato un’icona del Bari disputando 116 gare tra Serie A e Serie B. Oggi la società biancorossa attraversa un momento particolare della propria storia, tra l’entusiasmo per la nuova proprietà e l’esonero di mister Mangia per gli scarsi risultati sul campo.

“Bari è una piazza esigente, una città molto grande con un pubblico altrettanto numeroso che negli ultimi anni è stato abituato anche alla Serie A. Non stanno certamente vivendo un periodo positivo, ma mi auguro che si risollevino presto. Lo steso valga per il Foggia, per il Taranto e per tutte le altre realtà pugliesi in difficoltà: è inammissibile che squadre di quel calibro disputino campionati minori”.

Chiudiamo con una battuta su quello che è diventato un must della Gialappa’s Band: ci spiega da dove è uscito il tormentone “Sono pienamente d’accordo a metà col mister”?

“Beh, che dire, è una frase che ho pronunciato ventisei anni fa senza pensarci su molto. Ha fatto ridere ed è diventata il mio marchio di fabbrica…”

 

(si ringrazia Ugo Lecciso per la realizzazione dell’intervista)

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