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Abdou DoumbiaLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Pagelle amare come il finale di partita per il Lecce costretto al pareggio interno (2-2), il primo stagionale dopo 5 successi di fila ed incassato meritatamente, in pieno recupero, ad opera di un Catanzaro spietato, mai domo, a cui i salentini hanno però colpevolmente regalato il secondo tempo. Un mezzo stop che sa di sconfitta per la maniera in cui è maturato e che ha vanificato la bella doppietta di Abdou Doumbia (nella foto), il migliore in campo tra i giallorossi.

Lasciano invece a desiderare le prove di molti calciatori leccesi, tra i quali figurano Caglioni, Abruzzese, Lopez, Filipe Gomes e Della Rocca. Imperdonabile a mister Lerda la doppia rimonta subita in un turno che, in caso di vittoria ed alla luce dei risultati ottenuti dalle altre concorrenti nella lotta per la promozione diretta in Serie B, avrebbe consentito alla formazione salentina di portarsi a soli due punti dal Benevento capolista ed alla viglia dello scontro diretto di domenica prossima allo stadio “Vigorito” del capoluogo sannitico.

1. CAGLIONI: Stavolta ci rimette l’imbattibilità interna e due punti che potrebbe rivelarsi importanti nell’economia della stagione. Incerto in diverse occasioni, non dà ai compagni la necessaria tranquillità che servirebbe in simili circostanze. Da brividi le respinte a pugni chiusi che, ultimamente, troppo spesso ne evidenziano limiti tecnici. VOTO: 5

2. MANNINI: Primo tempo da stropicciarsi gli occhi con incursioni sempre tempestive e preziose come nel caso dell’assist a Doumbia per la prima rete del franco-maliano, poi va in bambola in diversi situazioni ingarbugliate lasciando troppo spazio all’ottimo Di Chiara. VOTO: 5.5

3. LOPEZ: Serata e prestazione da dimenticare per l’uruguaiano che si è fatto notare solo per una lite con alcuni avversari in cui ha rimediato l’ennesima ammonizione e per le amnesie in fase di copertura durante il forcing calabrese nell’area di rigore leccese. Colpevole il suo ritardo in occasione del momentaneo gol del 2-1 di Ilari in cui lascia Fofana libero di colpire di testa e mettere la palla in mezzo per la rete del compagno. VOTO: 5

4. FILIPE GOMES: I compiti di copertura non gli si addicono e soffre pure in fase di impostazione che dovrebbe essere il suo pezzo forte. Girovaga al limite dell’area di rigore e non trova mai il guizzo che imbecchi gli attaccanti o che liberi i compagni al tiro. Involuto. VOTO: 5 ——- (dal 23′ s.t.) PAPINI: Rientra in campo dopo un mese di assenza per infortunio e gli capita la serata peggiore per tornare a fare la diga davanti la linea difensiva giallorossa. Non è certo e logicamente il miglior Papini presentabile. VOTO: 5.5

5. MARTINEZ: Il meno arruffone davanti a Caglioni. Cerca e trova spesso l’anticipo per mettere la museruola ai massicci attaccanti catanzaresi. In barca col resto della squadra durante gli assalti finali ospiti. VOTO: 5.5

6. ABRUZZESE: Non certo la sua migliore prestazione con addosso la maglia del Lecce. Soffre le incursioni in piena area degli uomini di mister D’Urso e si becca un cartellino giallo che ne limita l’irruenza altre volte assai preziosa per portare a casa il risultato. VOTO: 5

7. LEPORE: Corre sempre per due in lungo ed in largo sul terreno di gioco. Tampona e prova a ripartire finché ha birra in corpo. Impreciso spesso nell’ultimo tocco quando potrebbe mettere i compagni in grado di far male al portiere avversario. VOTO: 6

8. SACILOTTO: Lotta su ogni pallone che transiti a centrocampo. Generoso e caparbio, prova a chiudere ogni spazio ai calabresi e s fa vedere pure in attacco non appena ve ne sono le condizioni. Ne sarebbero serviti altri come lui in questa serata stregata. VOTO: 6

9. DELLA ROCCA: La sua risulta spesso una valutazione che si potrebbe mutuare da altre pagelle col copia/incolla. Sempre al servizio della squadra ma assai poco incisivo sotto porta. Servono anche i suoi gol per andare in B e se non ci pensano i centrocampisti o i difensori, il compito è dell’attacco, ma lui ha spesso le polveri bagnate dal sudore profuso nel fare a sportellate con tutti fino a quando non esce dal campo. VOTO: 5 ——- (dal 37′ s.t.) VINETOT: Gettato nella mischia nel finale di match, non fa in tempo a prendere le misure agli avversari, né a trovare la necessaria intesa con gli altri difensori leccesi. VOTO: S.V.

10. MOSCARDELLI: Serata quasi anonima per il “Bomber” che pare prendersi un turno di anonimato dopo le copertine della scorsa settimana seguite alla rovesciata da antologia messa a segno ad Aversa. Oggi si fa apprezzare soltanto per un paio di recuperi in difesa ed è tutto dire. VOTO: 5.5

11. DOUMBIA: Per uno come lui che la porta la vede (purtroppo) troppo poco, realizzare una doppietta è un sogno, come tale resta l’illusione di poter regalare a sé, alla sua squadra ed ai tifosi un’altra gara da ricordare. Esce e si spegne la luce in avanti per il Lecce. Probabilmente non era lui l’elemento da sostituire, né il primo cambio da effettuare in questa balorda serata. VOTO: 6.5 ——- (dal 16′ s.t.) CARROZZA: Nelle intenzioni di Lerda, col suo ingresso si sarebbe potuto cambiare l’assetto tattico iniziale, cioè passare dal 4-3-3 al 4-4-2 ma gli eventi e la tempistica della sostituzione hanno mandato a carte 48 i piani del tecnico giallorosso. Prova a sfruttare la freschezza nei primi minuti in cui torna a calpestare l’erbetta del “Via del Mare” ma si spegne pian piano per via di una condizione fisica non certo ancora ottimale. VOTO: 5.5

All. F. LERDA: Il mister finisce ancora sul banco degli imputati per l’ordine dei cambi fatti e per le scelte adottate nel subentro dalla panchina. Al cospetto di un Catanzaro sotto di due reti a metà del secondo tempo, commette l’imperdonabile errore di rinunciare a giocare, con la sua truppa che rincula, minuto dopo minuto, sotto i colpi degli avversari. Perdere due punti come li si è persi oggi equivale ad un mezzo suicidio. Poteva essere una domenica di relax ed un risultato in grado di caricare ulteriormente un Lecce atteso dal faccia a faccia con la capolista Benevento in cui potersi magari permettere il lusso di giocare anche per un pareggio. Ora invece diventa tutto maledettamente più difficile. VOTO: 5

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