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logo CatanzaroLECCE (di Gabriele De Pandis e Italo Aromolo)– Il volo (a bassa quota) delle Aquile, ormai intente a planare verso una posizione di metà classifica che stride con i proclami di vittoria lanciati in estate dalla società calabrese, intenta a costruire un assetto finalizzato al ritorno in Serie B. L’avvio di campionato del Catanzaro di Checco Moriero è stato però un flop, in quanto i giallorossi di Calabria nelle prime dodici giornate hanno raccolto un bottino di 5 vittorie, 4 pari e 3 sconfitte non proprio da battistrada del campionato. Questo andamento non in linea con i programmi del sodalizio giallorosso ha indotto il presidente Cosentino a sollevare dall’incarico l’ex allenatore di Crotone, Frosinone e Lecce, sostituendolo con il traghettatore D’Urso, chiamato alla prova d’orgoglio nel match odierno al “Via del Mare”.

La storia: alla ricerca di una B che manca da 19 anni. La serie B nel versante giallorosso di una Calabria ormai storicamente dominata dall’amaranto della Reggina, prima del tracollo degli ultimissimi anni, e dal rossoblù del Crotone, manca dalla stagione 2005-2006, annata dove il Catanzaro, a seguito del ripescaggio seguito al 21° posto in cadetteria dell’anno prima causato dal fallimento di Perugia, Salernitana e Venezia, chiuse mestamente al 22° e ultimo posto della graduatoria con una compagine guidata dall’ancora attivissimo Giorgio Corona, colonna e leader delle Aquile del Sud in quel campionato maledetto. La ripartenza, a causa della revoca dell’affiliazione, è dalla C/2, grazie al Lodo Petrucci. Per risalire la china e ritornare in Prima Divisione però ci son voluti ben 6 anni, infatti solo nel 2011-12 il Catanzaro riuscì a riapprodare nella terza serie nazionale grazie al 2° posto nella Seconda Divisione vinta dal Perugia. I sei anni di C/2-Seconda Divisione sono stati costellati da delusioni, infatti, per due volte i giallorossi registrarono la sconfitta nella semifinale playoff, prima con il Pescina (2008-09) e poi con la Cisco Roma (2009-10). Gli ultimi anni di Prima Divisione, inaugurati con il decimo posto del 2012-2013, hanno registrato il quarto di finale perso nella scorsa stagione nella gara secca con il Benevento e i proclami di grandeur finora non ancora rispettati.

L'undici iniziale del Lecce nell'ultimo precedente
L’undici iniziale del Lecce nell’ultimo precedente

La rosa: fantasia al potere con Russotto-Kamara. Lo spumeggiante calciomercato condotto in estate sulle intuizioni del diesse Ortoli e gli investimenti del patròn Cosentino aveva accreditato il Catanzaro nel ruolo di prim’attore in questo campionato di Lega Pro: tra le fantasie dei tifosi e le speranze di una dirigenza dichiaratamente orientata alla promozione, i numeri della rosa di quest’anno sembravano confermare il pronostico da primissime posizioni grazie ad un intrigante mix di giovani con un passato nelle serie superiori e navigati ex campioni in cerca di riscatto. L’accoppiata gioventù-esperienza trova la sua massima espressione nei due calciatori più rappresentativi del Catanzaro 2014/’15: Diomesy Kamarà e Andrea Russotto. L’attaccante senegalese è tornato quest’estate nella città che lo aveva accolto a soli 18 anni per la sua prima volta nel calcio italiano: l’ex Modena, atteso faraonicamente da oltre 2000 persone il giorno del suo arrivo, sta ripagando la fiducia della piazza con 3 gol realizzati nelle 8 partite disputate. Fantasista con un passato nel Napoli ed ex pupillo di mercato del Lecce del diesse Guido Angelozzi, Russotto sta riscattando una serie di stagioni personalmente incolori grazie alle ottime cifre stagionali che lo vedono inserito nella top-11 del Girone C da vice-capocannoniere (5 gol realizzati) e re degli assist (6 all’attivo): l’ex wonder-boy del calcio italiano, tuttavia, non prenderà parte alla trasferta di Lecce perché squalificato. E’ un Catanzaro che, costruito a immagine e somiglianza del suo ormai ex allenatore, ha puntato molto sul mantenimento di validi cursori di fascia in sede di calciomercato: tra questi, troviamo sulla destra l’ex della partita Dario Barraco, tre gol e poco più nella sua recente esperienza in Salento, e sulla sinistra l’ex Latina Riccardo Martignago, in passato giovanissimo protagonista del Cittadella dei miracoli. Leader del centrocampo sono Antonio Vacca e Biagio Pagano: il primo, ex Benevento dalle ottime qualità in fase di impostazione, ha fatto parlare molto di sé per vicende extracalcistiche (la recissione consensuale con gli “Stregoni” per motivi disciplinari o il gesto delle quattro dita rivooto ai calciatori del Lecce nell’ultimo Benevento-Lecce 4-1) mentre il secondo, esterno d’attacco old-school tra gli altri ex di Modena, Bari e Rimini, non sarà della partita a causa di guai fisici. Davanti alla porta difesa da Giacomo Bindi, in perenne ballottaggio con la giovane promessa Tommaso Scuffia, sono stati in gran parte confermati gli interpreti difensivi che nello scorso campionato hanno alzato il muro dell’imbattibilità di 751 minuti a cavallo tra gennaio e aprile: capitan Salvatore Ferraro, 31 anni e non sentirli dall’alto dei suoi 1280 minuti giocati (nessuno saltato), e Michele Rigione, pilastro del secondo Foggia di Zeman nella stagione 2010/’11.

Curva-CatanzaroUltime news: Catanzaro da indietro-tutta?. Dopo un inizio al turbo impreziosito dalle ottime prove contro Juve Stabia (2-1) e Benevento (1-1), nell’ultimo mese e mezzo l’undici di mister Moriero è vistosamente calato sotto il profilo dei risultati conquistando appena 2 vittorie in 9 partite, per un totale di 19 punti in 12 gare. La storica sconfitta interna nel derby con il Cosenza (Coppa Italia Lega Pro), la mancanza di bel gioco e una gestione dello spogliatoio a detta dei più non proprio impeccabile hanno portato il patròn Cosentino a defenestrare l’ex tecnico del Lecce e affidare le redini tecniche della squadra al suo vice Massimo D’Urso, allenatore con compiti ad interim in attesa del probabilissimo arrivo di mister Stefano Sanderra. Per la gara di Lecce, D’Urso sta architettando un Catanzaro a trazione posteriore che abbandoni lo spregiudicato 4-2-3-1 morierano per far spazio un più accorto 3-5-2, da leggersi 5-3-2 nelle fasi di non possesso del pallone. Di fronte a Bindi, quasi certo di vincere il ballottaggio con Scuffia, agirà il trio di centrali Rigione-Ricci-Ferraro, supportato lateralmente da Stefano Di Chiara e Manuel Daffara (entrambi con un passato in Cadetteria rispettivamente con Latina e Albinoleffe). Ai lati del play Vacca si muoveranno Stefano Maiorano (ex Sorrento) e Tommaso Morosini (ex Ascoli) e per servire in avanti la coppia d’attacco formata dall’insostituibile Kamarà e dal bomber francese Mohamed Fofana, che in passato ha calcato il campi della Serie B tra le fila di Ravenna e Lanciano.

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