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indexLECCE – Come studiato da alcune ricerche, il consumo regolare di cannabis provoca cambiamenti in strutture importanti del cervello. L’utilizzo della sostanza riduce, infatti, la materia grigia, le cellule che elaborano le informazioni, e aumenta la crescita della materia bianca responsabile delle connessioni tra neuroni, per compensare la perdita di cellule vitali. Processo, quest’ultimo, che si interrompe dopo l’uso prolungato di marijuana, cioè già dopo 6-8 anni. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori delle università del Texas e del New Mexico.

LA RICERCA – Gli studiosi hanno effettuato risonanza magnetiche di 48 cervelli di persone adulte che sono consumatori abituali di cannabis e le hanno poi confrontate con quelle dei cervelli di 62 persone che non consumano cannabis. Dai risultati è emerso che i cervelli dei consumatori di cannabis sono diversi. La corteccia orbito-frontale è risultata l’area con più differenze. I neuroscienziati ritengono che i danni alla corteccia orbito-frontale, strettamente legata all’empatia, possono essere la causa di disturbi della personalità e di psicopatie. I ricercatori ritengono, inoltre, che l’effetto della cannabis del cervello è più forte quando si inizia ad abusarne presto: prima si comincia a fumare cannabis e maggiore è il cambiamento strutturale del cervello.

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