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Moscardelli golLECCE (di Carmen Tommasi) – Come quegli amori che nascono all’improvviso, inaspettati, e che poi con il trascorrere del tempo si rafforzano, si addolciscono e diventano indissolubili, anche nei momenti più duri e di difficoltà. L’arrivo a Lecce, in punta di piedi, di Davide Moscardelli è stato sicuramente l’acquisto più atteso e prezioso del calciomercato di Antonio Tesoro, uno di quei giocatori che in Lega Pro fanno invidia, per curriculum e trascorsi, ai più. Il “Mosca” è stato accolto subito con il sorriso e con positività dai tifosi giallorossi, tutti in corsa per assicurarsi una foto con il loro già beniamino; uno dei più applauditi il giorno della presentazione della squadra in Piazza Sant’Oronzo.

moscardelliCOLPO DI FULMINE – Il giorno della presentazione, lo scorso 8 agosto, davanti agli occhi soddisfatti del diesse giallorosso, che ha fortemente voluto l’attaccante romano nel suo Lecce, l’ex Bologna alla domanda sull’essere già amato, ancora prima di arrivare nel Salento, dai supporter salentini ha risposto in maniera secca con il sorriso: “Sono già amato dai tifosi del Lecce ancora prima di giocare? Beh, speriamo di esserlo anche dopo essere sceso in campo (scherza, ndr). Mi fa piacere essere fermato per strada con entusiasmo dai nostri tifosi, ma non vedo l’ora di scendere in campo per far vedere quello che so fare davvero”. Infatti, proprio così è stato, anche se, a dire il vero, nelle prime giornate di campionato più di qualcuno era preoccupato sul suo stato di forma, visibilmente non al top, ma tutto questo è durato pochissimo, perché il gigante di Mons a suon di prestazioni importanti, giocate di lusso e impegno a favore della squadra ha conquistato i più. Quella corsa sfrenata culminata con l’abbraccio, dopo la rete dello 0-1 allo stadio “Augusto Bisceglia” di Aversa, agli ultras presenti la dice lunga su quanto l’esperto “barbuto” tenga ai suoi nuovi tifosi.

PERLE DI GOL – Quattro gol in dodici presenze per il “Mosca” in giallorosso, tutte marcature pesanti (ma come lui stesso ha dichiarato: “Troppo poche per uno che viene dalla serie A”) e che sono state un belvedere per gli amanti del calcio e non solo per quelli del Lecce. A partire dall’ultimo guizzo, che ha regalato tre punti importantissimi alla formazione di Lerda, contro l’Aversa Normanna. Una rete che, forse, è una delle più belle in assoluto, come dicono gli esperti, mai realizzata in Lega Pro: una rovescia su invito non perfetto di Walter Lopez ed ecco il gol che non ti aspetti. Poi, le altre tre reti, tutte arrivate con delle giocate delle sue: il primo eurogol alla settima giornata al “San Filippo” di Messina (rete da cineteca, ma inutile: i giallorossi perdono 3-1), la seconda al “Via del Mare” con la malcapitata Casertana (2-0 finale) e quella in casa della Juve Stabia (1-1).Moscardelli gol

ARZILLO “VECCHIETTO” – Correre più degli altri ed aiutare la squadra anche in fase di non possesso per stimolare in questo modo anche i più giovani presenti in rosa: così il giocatore romano, classe ’80, durante l’ultima conferenza stampa: “Il gioco del mister richiede, a chi gioca nella mia posizione, un grande spirito di sacrificio, ma voglio dare il massimo in campo anche per dare il giusto esempio ai ragazzi più giovani. Perché se vedono correre un vecchietto come me devono per forza di cose correre anche loro (sorride, ndr). Il mio obiettivo personale – spiega l’attaccante di Mons – è la doppia cifra, ma ciò che conta e che siano reti che portino punti importanti. Il nostro è un bel gruppo, tutti vogliamo il bene della squadra, mettendo da parte le cose personali, tutti corriamo dalla stessa parte”.

TECNICA SOPRAFFINA – L’altezza di 1.85 cm per 80 kg potrebbe far pensare ad una Moscardelliclassica prima punta che gioca spalle alla porta, ma invece il buon Davide esprime il meglio di sé quando viene schierato come seconda punta alle spalle di un “ariete”. Anche se può essere utilizzato come attaccante esterno (a destra o a sinistra, è mancino ma usa entrambi i piedi), la sua collocazione ideale può essere definita quella di un giocatore versatile in grado di svariare su tutti i fronti dell’attacco, come trequartista avanzato o di punta centrale. Un attaccante che, nonostante il fisico imponente, riesce a dare una forte mobilità in avanti ed inventare assist per i compagni. Specialista nel battere le punizioni e pericoloso sui calci d’angolo, ma altrettanto capace di sopraffini giocate realizzative; sinistri vincenti a giro, conclusioni al volo da fuori area e slalom ubriacanti tra le difese avversarie. Un lusso, insomma, per la terza serie ed un elemento che, a 34 anni suonati, potrebbe ancora giocare titolare anche in massima serie.

Ma, non chiamatelo antidivo: vi risponderebbe che non sa cosa significa, perchè lui preferisce comunicare a dovere con il pallone; parlare poco e concludere in rete. Franco Lerda se lo gode e i tifosi, tra un selfie ed un altro, lo coccolano, sognando che, a fine campionato, la sua barba diventi giallorossa, come lui stesso ha promesso il giorno della presentazione. Il perché è noto a tutti.  O quasi…

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