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Marianne Bellucci Sacilotto - Io, lui e il palloneLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Subito dopo aver pubblicato la nuova puntata della rubrica mensile de Leccezionale Salento intitolata “Io, lui e il pallone…” in redazione è giunta una bellissima e significativa mail in cui la signora Camila Bodini, moglie di Carlos Clay França, giocatore del Cuneo Calcio, ha voluto complimentarsi con Silvia Famularo per l’idea e l’iniziativa editoriale ospitata nella boutique “Lodiz Sweet Ideas” della signora Loredana Diniz Simion.

Un messaggio scritto dalla moglie di un calciatore con il quale ha voluto sottolineare come essere tali rappresenti un vero e proprio “mestiere“, con soddisfazioni sì, ma anche con tanti sacrifici ed un ruolo oscuro, eppure prezioso, indispensabile per l’equilibrio psicofisico dei propri mariti impegnati sui campi di calcio. Le parole della signora Camila, brasiliana come Marianne Bellucci Sacilotto, protagonista della seconda puntata della nostra rubrica (LEGGI QUI) ci hanno colpito ed emozionato e, per questo, abbiamo scelto di pubblicarle per far meglio capire ai lettori ed agli appassionati del gioco del pallone come i propri beniamini siano essi stessi uomini, padri e mariti prima di tutto il resto e come la sfera privata e familiare possa incidere profondamente sul loro rendimento sportivo.

Camila Bodini col marito
Camila Bodini col marito Carlos Clay França

Ecco il testo integrale della mail inviataci da Camila Bodini:

Essere sposa di calciatore è un mestiere… Le esigenze sono: rispettare gli orari, sapere cucinare, intendersi di alimentazione, massaggiatrice, guarire le ferite, psicologa, compagna, intercessore e guida. Essere moglie di calciatore è saper rinunciare, è dedizione e grosse dosi di altruismo, è saper sacrificare la propria vita privata e professionale in favore del marito, è essere sostegno morale e fonte di amore. [Tale ruolo] esige creatività e flessibilità per dribblare l’ardua routine di allenamenti e partite, è essere forte per vivere lontano dai parenti e amici, affrontare momenti di difficoltà della loro carriera come infortuni, decisioni sul contratto, ecc… È essere paziente e rispettare l’autorità data da Dio a loro, è supportare e circondare per ciò che sono stati chiamati ad essere. E sapere gestire la provvidenza ricevuta, pregando, lodando e seminando. Essere sensibile ai bisogni della loro anima, essere gentile, non superficiale, sorridere al futuro senza ansia o paure, è saper elogiare, incoraggiare, proteggere la loro reputazione, è essere un termostato che misura e controlla il clima della casa, è sapere fare del meglio dentro la realtà in cui si vive, è capire le responsabilità come sposa, sapere che abbiamo valore e che nessun denaro al mondo può superarci. Sapere che abbiamo un ruolo fondamentale nella loro carriera e che, se vogliamo rovinarla, possiamo, ma se vogliamo abbiamo molto da aggiungere. Il loro successo o il loro fallimento dipende molto da noi…FORZA DONNE DI DIO… tutta la Gloria a Gesù… Bravissima Mari (Marianne Bellucci Sacilotto, ndr)!!!”

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