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Lecce contro il SavoiaLECCE (di Italo Aromolo) – Non è un campionato per vecchi? E’ iniziata con questo tormentone la stagione del Lecce 2014/’15, che affronta il suo terzo campionato di fila in Lega Pro con la squadra più anziana del torneo (età media pari a 28,8 anni). Il calciomercato estivo ha portato alla corte di mister Franco Lerda calciatori di indubbia qualità ma un po’ avanti con l’età: i tifosi giallorossi (e non solo loro…), così si dividono tra quanti sostengono che mai come in terza serie sia necessaria gente giovane, con entusiasmo e voglia di emergere, e quanti, invece, credono che a qualche infortunio in più e scatto in velocità in meno sopperirà la classe di talenti esperti sì ma vecchi ancora no.

Abbiamo pertanto salomonicamente deciso di dare spazio all’imparzialità dei numeri, conducendo un’attenta inchiesta sull’età media delle prime due classificate dei tre campionati italiani professionistici degli ultimi 5 anni (per la Lega Pro ci siamo limitati agli ultimi 2 anni, trattandosi di due gironi). Qual è stata l’età media di chi ha vinto? Superiore o inferiore a quella del campionato? Di solito vincono i più vecchi o i più giovani?

età media

La tabella sembra rispondere a queste domande dando ragione a chi all’entusiasmo dei giovani preferisce l’esperienza di campioni assortiti. Delle 28 squadre che prese in considerazione nel quinquennio, quella che ha collezionato più punti è stata guarda caso… la più vecchia: l’ultima Juventus di Antonio Conte ha raggiunto la cifra-record di 102 punti in classifica con una armata di top-player che metteva insieme l’epoca di 972 anni (età media di 28,6 anni, di poco inferiore a quella dell’attuale Lecce). Solo in due occasioni, invece, è accaduto che squadre con un età media inferiore a quella del campionato di competenza si siano piazzate in prima o in seconda posizione: si tratta del Perugia di Andrea Camplone e del Pescara dei miracoli di Zdenek Zeman. Lo scorso anno, nel Girone B del campionato di Lega Pro Prima Divisione, il Grifone raggiunse la promozione in Serie B con una squadra di ventenni (l’età media era di 22,2 anni), mentre tre anni fa Zemanlandia incantò il calcio italiano con la quinta formazione più giovane del torneo cadetto (età media di 23,2 anni al cospetto di quella generale pari a 23,7).

Parliamo, come detto, di due casi isolati che contrastano con la stragrande maggioranza delle squadre vincitrici “over age”. In Serie A, ad esempio, sono già quattro anni di fila che a guadagnarsi il titolo è una delle tre squadre più anziane del campionato: la Juventus dei 102 punti in classifica e il primo Milan di Massimiliano Allegri hanno raggiunto l’obiettivo con l’etichetta di compagine più vecchia in assoluto. Altrettanto nel segno dell’esperienza sono state anche le prime due stagioni targate Conte, in cui la Vecchia Signora (a questo punto di nome e di fatto) ha macinato titoli su titoli con una formazione costantemente over-27.

Dando uno sguardo alla classifica marcatori (prime due posizioni) degli ultimi 5 anni, il leitmotiv del massimo campionato non cambia: Ciro Immobile e Edinson Cavani sono stati gli unici under-30 in mezzo ai super-seniores Antonio Di Natale, Diego Milito, Zlatan Ibrahimovic, Luca Toni e Rodrigo Palacio, tutti capocannonieri (o vice) sulla via del pensionamento.

serie BLa Serie B, campionato tradizionalmente dedito alla ribalta di giovani promesse, manifesta una leggera inversione di tendenza dal punto di vista anagrafico, con le ultime tre vincitrici che sono state il Palermo dei baby sudamericani, il Sassuolo made in Italy e il Pescara dei “mondiali” Insigne-Immobile-Verratti. Tutte squadre molto giovani che poi hanno ben figurato anche in massima serie: nessuna delle tre ha superato i 24 anni di età, restando però sempre al di sopra della soglia dei 23 anni di media del campionato cadetto. Tra i secondi classificati (che hanno ottenuto la promozione diretta alla stregua dei primi), compare invece un trittico da capelli bianchi composto da Empoli, Verona e Torino: l’Empoli sta affrontando la Serie A riconfermando l’ultratrentenne coppia-promozione Tavano-Maccarone, il Verona ha conquistato 82 punti con il primato di anzianità (età media 26,1) e il Torino a suo tempo ha rimontato tutti con uno degli allenatori più anziani in circolazione, Giampiero Ventura, alla guida di una squadra a sua immagine e somiglianza (la sola Nocerina poteva vantare un età media maggiore dei 25,9 anni granata).Toma salastampa

Nonostante le quote-giovani destinate a chi investe su calciatori in verde età, anche il campionato di Lega Pro ha ceduto alla legge dell’esperienza: negli ultimi due anni, eccezion fatta il Perugia sopra citato, il minimo che occorresse per arrivare nelle prime due piazze era quello di avere una squadra non più giovane di altre quattro compagini rivali. Come dire, se non allestisci una squadra che non sia tra le quattro più vecchie, non vincerai nulla. Il Trapani di Roberto Boscaglia è l’emblema di questo potere agli anziani: la formazione siciliana soffiò il primato al Lecce di Antonio Toma dall’alto dei suoi 28,2 anni di età media.

Commenti

1 commento

  1. Mi sembra evidente che, per quanto riguarda l’età media, non si possano fare confronti con squadre come Milan e Juve.
    Sono, infatti, squadre che ogni anno puntano ad obiettivi importanti, pertanto anche un calciatore non più giovane trova gli stimoli giusti per dare sempre il massimo.
    Nelle categorie inferiori il discorso cambia. Infatti, i calciatori ultra trentenni ed a fine carriera, magari con un passato illustre, difficilmente trovano stimolante puntare a vincere il campionato di serie C oppure giocare contro squadre come il Feralpi Salò o il Savoia.
    Risulta evidente che il rendimento ne risente pesantemente.
    A Lecce negli ultimi campionati abbiamo avuto molte prove a supporto di questa mia tesi…

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