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Giorgio Corona
Giorgio Corona in gol contro il Lecce

LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce rimedia la seconda sconfitta stagionale allo stadio “S. Filippo e vede interrompersi a 543′ l’imbattibilità della propria porta. Le pagelle di Messina-Lecce, la gara valida quale 6° turno d’andata del Girone C del campionato di Lega Pro Unica, vedono voti alti per il redivivo Moscardelli, autore di un gol-capolavoro, Mannini, Lepore e Carrozza, mentre dietro la lavagna finisce Lopez, espulso alla fine del primo tempo per un fallo di reazione tanto inutile, quanto stupido, che ha letteralmente invertito l’inerzia di una partita dominata fino ad allora dagli uomini di mister Lerda. L’odiosa manfrina della perdita sistematica di tempo, del nascondere la palla ogni volta che questa finiva fuori dal terreno di gioco, le continue provocazioni, così come le scorrettezze, non sanzionate da un arbitraggio davvero mediocre servono solo a rendere meno amaro da dirigere un ko su cui i salentini hanno molto su cui riflettere. La squadra giallorossa continua infatti a dimostrare di soffrire troppo il “mal di trasferta” e torna a casa con la quarta incompiuta su quattro nelle gare giocate lontano dal “Via del Mare“.

1. CAGLIONI: Becca tre gol in altrettanti conclusioni nello specchio da parte del Messina. Incolpevole sul primo, non è esente da responsabilità sulle altre due reti dei padroni di casa. VOTO: 5

2. MANNINI: L’esterno ex Pisa offre un’altra belle e convincente prestazione. Prova a non ammainare la bandiera fino alla fine e propone ottime trame lungo la fascia di destra sia con Lepore prima, che con Carrozza poi, nonostante lo sbalestramento da un fronte all’altro del gioco leccese. VOTO: 6.5

3. LOPEZ: Un’imperdonabile ingenuità lo porta a commettere un inutile, quanto futile fallo di reazione abboccando alle ripetute provocazioni dei giocatori siculi. Lascia la squadra in 10 al 42′ e da lì la partita cambia completamente volto. VOTO: 4

4. PAPINI: Il suo compito è più arginare e distruggere il gioco che cercare di offrire palloni giocabili per le punte. Il primo incarico gli riesce bene, come play le cose cambiano, ma non è colpa sua se il Lecce stenta a creare occasioni da rete o a non sfruttare le poche che capitano. VOTO: 6

5. MARTINEZ: “El Tuma” parte bene ancora una volta e garantisce a Caglioni la necessaria schermatura per tentare di allungare di almeno un’altra settimana l’imbattibilità. Poi l’avvio di ripresa è da incubo: non trova le misure e l’intesa con il neo-entrato Carini e i dolori iniziano per lui e per tutta la squadra salentina. Avere come avversario un Giorgio Corona a cui deve concedere chili e centimetri non è roba semplice da gestire, anche se l’avversario dichiara di avere 40 anni, ma gioca come un campione. VOTO: 5

6. SACILOTTO: Compitino svolto alla perfezione fino all’avvio della seconda frazione di gioco. È da lì che si perde sempre più spesso l’avversario di turno e gira a vuoto nell’area leccese. Impacciato nei corpo a corpo che gli assatanati avanti messinesi gli impongono. VOTO: 5

7. LEPORE: Gran bel ritorno in campo per il leccese purosangue che dimostra una invidiabile condizione sia pure solo per i primi 45′ di gioco, in cui sfiora pure il gol su un bellissimo tiro al volo che si spegne sull’esterno della rete. L’inferiorità numerica lo costringere a restare negli spogliatoi durante l’intervallo, ma con lui sul terreno di gioco si era visto tutto un altro Lecce. VOTO: 6.5

(dal 1′ s.t.) 13. CARINI: Non dà le necessarie garanzie davanti al prevedibile forcing dei padroni di casa e resta di gesso in occasione sia del pareggio che del raddoppio messinese. VOTO: 5

8. SALVI: Lotta contro tutti in mezzo al campo e vorrebbe fare sfraceli ma i centrocampisti siciliani oggi avevano il salvacondotto per non rimediare cartellini gialli da parte del remissivo direttore di gara che però a lui non perdona l’unico intervento al limite dell’ammonizione che commette. VOTO: 6

(dal 30′ s.t.) 16. FILIPE GOMES: Un po’ per disperazione, un po’ per scaramanzia, Lerda lo manda per appena 15′ più recupero a cercare di far ragionare la sua formazione che annaspava con un uomo in meno alla ricerca di spunti che portassero al tiro in porta. Missione vanificata dal terzo gol peloritano. VOTO: s.v.

9. DELLA ROCCA: Gira spesso a vuoto e non trova mai spazio e tempo per concludere a rete. Il solito impegno nel fare a sportellate con tutti i difensori avversari non può bastare in ogni occasione. Serve soprattutto segnare le palle (pochissime) che si hanno sui piedi per chiudere un match. VOTO: 5

10. MOSCARDELLI: Il grandissimo e spettacolare gol che mette a segno in apertura di gara sembra una liberazione per sé e per il Lecce, una sorta di preludio al de profundis da recitare per il Messina e per il tecnico Grassadonia. Prova a calciare col sinistro finalmente “caldo” in ogni situazione favorevole, ma da solo non può ribaltare un destino avaro di gioie e di rivincite appena assaporate. Però, se gli riuscisse di tener palla meglio ed a difenderla con più veemenza non guasterebbe. VOTO: 7-

11. DOUMBIA: Oggi si dimostra per l’ennesima volta l’ombra del bel calciatore ammirato nella passata stagione. Appare sempre più spesso avulso dalla manovra ed incapace di saltare l’uomo e crossare al centro. Esce giustamente e forse lascia il terreno di gioco anche un po’ troppo ritardo. VOTO: 5

(dal 15′ s.t.) 18. CARROZZA: Con il suo ingresso la manovra del Lecce guadagna in imprevedibilità e velocità. Spreca un paio di occasioni sia per crossare al centro dell’area che per concludere in porta con maggior incisività, ma almeno dimostra un’ottima intesa con Mannini sulla fascia destra, per un duetto che sarà bene riproporre anche in futuro. Se Lopez e Doumbia latitano sul fronte opposto, cambiare binario può sortire effetti positivi. VOTO: 6.5Lerda con Savino Tesoro

ALL. Franco LERDA: Il ritorno in panchina sicuramente se lo sarebbe aspettato meno traumatico e complicato. La squadra inizia bene e controlla con autorità il match. Perso Lopez, si perde anche la bussola e la sostituzione di Lepore con Carini ha effetti devastanti sul prosieguo della sfida. La sconfitta rimediata contro un Messina in crisi, sia pure in cerca di un ovvio riscatto, pone seri interrogativi sulla reale consistenza ed amalgama di alcuni elementi col resto del gruppo. Non chiudere le partite quando si è in vantaggio e l’avversario ferito è un peccato che da veniale rischia di diventare capitale. VOTO: 5-

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