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foto fonte LECCE – Due striscioni a presunta firma “Ultrà Lecce” sono stati rinvenuti e sequestrati dalle forze dell’ordine all’alba di oggi in pieno centro città. Il primo era stato affisso a due passi da Piazza Mazzini, in via Schipa, e recava un esplicito attacco all testata on line LeccePrima. (“LeccePrima… infami come gli altri”). Il secondo è stato invece rinvenuto sull’inferriata della Villa Comunale, lungo via San Francesco d’Assisi, in cui si accusa la stampa locale “colpevole”, secondo quanto riportato da tali striscioni, di essere vicina alla Questura del capoluogo salentino, fungendone da portavoce (“Giornalisti… la voce di viale Otranto“).

Si tratta di due drappi di stoffa lunghi 10 metri per 40 centimetri di altezza, a firma “U.L.“, la sigla che identifica, appunto, gli Ultrà Lecce. Non sono chiari i motivi che avrebbero portato all’affissione di questi messaggi tutt’altro che criptici. Si ipotizza che possano essere la risposta alle notizie di cronaca riportate giorni fa e relative all’arresto di un tifoso leccese reo di aver acceso un fumogeno in Curva Nord durante la gara contro la Paganese.

striscione contro LecceprimaL’episodio, sul quale indaga la Digos, appare ad ogni modo anomalo. Non rientrerebbe nello “stile” degli ultras giallorossi ricorrere a simili azioni per mandare messaggi ai diretti interessati. Di solito, negli anni, la Curva Nord ha quasi sempre ristretto nell’ambito dello stadio la propria “comunicazione” sia verbale, che a mezzo striscioni, verso qualunque interlocutore. Anche da qui partono le indagini volte a far luce sull’episodio che, di certo, contribuisce solo a rendere ancor più tesi i rapporti tra il mondo ultras leccese e quello della Questura nel quale da tempo si assiste ad un braccio di ferro che si concretizza in raffiche di Daspo e denunce.

Foto fonte lecceprima.it

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