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Paolo Pagliaro

LECCE – Subito dopo l’esito del referendum in Scozia, Paolo Pagliaro, Presidente del Movimento Regione Salento, è intervenuto applaudendo la grande prova di maturità data dal popolo scozzese e inglese, non solo per la promozione della consultazione ma anche per l’affluenza alle urne, importante, che ha espresso il proprio punto di vista:

“L’esito del referendum in Scozia è incoraggiante non solo dal punto di vista del risultato, ma soprattutto della partecipazione e delle modalità con le quali quella partecipazione democratica si è espressa – afferma Paolo Pagliaro – Non ci interessa tanto il merito della questione, quanto, direi, il metodo, perché la democrazia non è un insieme di precetti teorici, ma un esercizio quotidiano, quello che spesso manca a noi italiani e che è mancato qualche anno fa a noi salentini, allorquando in tanti si sono ostinatamente e incomprensibilmente opposti alla consultazione delle popolazioni tramite referendum per l’autonomia della Regione Salento.  A differenza del respiro profondo di un premier democratico come David Cameron, abbiamo sperimentato il fiato cortissimo dei nostri leader politici, addirittura sopraffatti dall’idea di non poter controllare l’esito della consultazione che il Movimento Regione Salento aveva messo in atto nei comuni delle province salentine poi continua – l’opposizione, netta e scriteriata, si è sostanziata di principi surreali e paradossali, motivando il fallimento dell’azione referendaria in ragione di una titolarità partecipativa da estendere a tutte le province della Regione dalla quale si intendeva separarsi.  E infatti in Scozia è avvenuto l’esatto contrario. Nella patria della democrazia, il luogo in cui nasce e si afferma circa quattrocento anni fa la moderna concezione democratica, non sono andati al voto tutti i britannici, ma solo gli scozzesi.  Sono quindi coloro che vogliono l’autonomia a dover decidere del proprio futuro. E così è avvenuto. La vittoria del fronte del no è comunque una vittoria di tutti, perché la Gran Bretagna ha dimostrato di essere un Paese all’avanguardia, un popolo di gente seria ed evidentemente unita. La Scozia non ha nulla da temere nel restare agganciata all’Inghilterra, all’Irlanda e al Galles, non lo stesso possiamo dire per il Salento con la Regione Puglia, che sembra essere il vero grande ostacolo allo sviluppo del nostro territorio. E poi bisogna correggere anche gli indirizzi politici che emergono da tale vicenda, stando alla larga dalla malafede di chi parla di secessione per screditare le esigenze legittime di migliaia di nostri conterranei.  L’indipendenza rimanda ad un concetto di rifiuto dell’appartenenza patria, di separazione da un corredo patrimoniale di valori di storia e cultura, l’autonomia invece rimanda ad un profilo di capacità normativa, di autodeterminazione governativa a livello territoriale ma inserita nel solco della tradizione patria e del modello di unità nazionale. Si tratta evidentemente di una grande differenza, di sostanza, con il leghismo padano Pagliaro infine pone l’interrogativo più logico, dopo il risultato scozzese Allora chiediamoci oggi, alla luce di quanto avvenuto in Scozia sotto l’avallo del premier britannico, se sia stato democratico contrastare la sete di autonomia del Salento, e soprattutto stato utile a chi? Sono stati lungimiranti quei politici che hanno deriso gli sforzi di chi voleva dare la parola ai cittadini? E’ legittimo impedire di esprimersi, o non sarebbe stato politicamente più nobile darsi da fare per consentire a tutti di manifestare liberamente i propri desideri. La paura – conclude – in politica fa male, uccide la nazione e i territori periferici, il coraggio aiuta tutti a vivere meglio. Ecco a noi quest’ultima cosa non è mancata, e ne abbiamo ancora in quantità…”.

 

 

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